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Check-up medico, agonistico e non: gli esami consigliati prima di iniziare uno sport

Quali sono e a cosa servono gli esami da fare prima di iniziare uno sport: i consigli

Prima di iniziare una qualunque attività sportiva è bene verificare la propria idoneità al tipo di sport e farsi rilasciare un certificato che lo garantisca. Quello stesso certificato che viene richiesto da palestre, piscine e da tutti i centri di atletica, per bambini e adulti. I controlli consistono in un insieme di test che riguardano la salute degli atleti, essenziali su due fronti: praticare sport in modo sicuro, ma anche scegliere il tipo di attività più adatta alle caratteristiche della singola persona, calibrando al meglio gli sforzi utili alla salute e quelli pericolosi. “Si consiglia di effettuare un check up medico-sportivo annualmente o ogni volta che si desidera avviare un nuovo sport, per sapere se si è fisicamente pronti a praticarlo – sottolinea Flavio Doni, cardiologo e referente medico del Marathon Center di Palazzo della Salute, Wellness Clinic del Gruppo San Donato -. Se fare regolarmente ginnastica è per il nostro organismo fonte di salute e benessere in modo assoluto, è bene evitare ogni rischio e sottoporsi a semplici accertamenti, soprattutto  prima di cominciare una nuova disciplina”.

Agonisti e non —

Il consiglio (e, quando richiesto, l’obbligo di certificato) è valido anche se pensiamo di essere in perfette condizioni di salute perché ci sono alcune patologie che hanno la caratteristica di potersi manifestare prevalentemente durante l’attività fisica, sotto sforzo. “Bisogna comunque distinguere tra l’attività fisica non agonistica e quella agonistica – spiega Doni -. In questo secondo caso, infatti, si presuppone che la persona vada incontro sia a un impegno fisico intenso, sia a una serie di attivazioni di tipo emotivo legate alla tensione del gesto agonistico. E l’aspetto emozionale è in grado di amplificare eventuali problematiche fosiche, soprattutto a livello cardiologico”. I principali problemi che bisogna escludere sono proprio quelli che coinvolgono il cuore ed eventualmente i polmoni: per un’attività di tipo non agonistico è quindi sufficiente una visita medica approfondita con un’esecuzione di un elettrocardiogramma a riposo.

Una tutela contro gli imprevisti —

Al contrario, se il desiderio è quello di effettuare una pratica sportiva agonistica, allora è meglio mettere in programma anche una valutazione spirometrica, ovvero una misurazione della funzionalità respiratoria, ma soprattutto un’analisi del comportamento del cuore e del suo ritmo cardiaco, nel momento in cui il cuore viene sollecitato e quindi effettuando un “test da sforzo”. “E’ auspicabile che sia massimale – aggiunge l’esperto -, ovvero che porti il “motore del corpo” al massimo dei giri, proprio per poter vedere, nel momento in cui la pressione è massima, qual è il comportamento dell’apparato cardiocircolatorio”.
Per chi deve fare delle competizioni, ma anche per i semplici amanti dell’attività fisica (soprattutto con l’avanzare dell’età), effettuare una visita medica affiancata da alcuni esami aggiuntivi può comunque rappresentare una tutela importante contro imprevisti, anche gravi: “Possono essere utili analisi del sangue comprendenti un controllo dell’emocromo (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine), un controllo della coagulazione, della funzione renale e di quella epatica”.

Calibrare gli sforzi —

Oltre a individuare potenziali rischi, un’adeguata valutazione medica serve a fornire i giusti consigli per effettuare il tipo di attività sportiva più adatto alle condizioni fisiche di ciascuno. E a dare indicazioni sui livelli di carichi di lavoro che il nostro organismo è in grado di sostenere, scongiurando un sovraccarico che (specie per il cuore) può comportare pericoli anche grandi. “Ad esempio, se è desiderabile che faccia sport una persona con la pressione alta, è anche importante che svolga un’attività di tipo isotonico (corsa leggera, ciclismo, nuoto), evitando invece quelle di tipo isometrico (ovvero che prevedano l’utilizzo di pesi) perché andrebbe incontro a un’esasperazione della propria situazione di paziente e questo lo esporrebbe a pericoli inutili” chiarisce Doni.        

Fonte: salute.gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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