Viva Italia

Informazione libera e indipendente

C’è una “quinta opzione” contro il virus: ecco quale

La variante Omicron del Covid-19 corre (54.762 casi in Italia, nuovo record). Per fermarla stiamo facendo di tutto: l’arma più importante rimane il vaccino che blocca gli effetti gravi della malattia ma il diffondersi della pandemia può essere fermato efficacemente anche con l’uso delle mascherine, del distanziamento e del lavaggio frequente della mani. C’è un quinto elemento, però, che è fondamentale per prevenire i contagi.

L’importanza della ventilazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha più dubbi: aerare e ventilare gli ambienti è di fondamentale importanza per disperdere le particelle virali e frenare i contagi quando si sta al chiuso. “Sars CoV-2 è un virus a trasmissione aerea e il contagio avviene attraverso l’esposizione a fluidi respiratori infettivi rilasciati come particelle di diverse dimensioni durante l’espirazione. Mentre le particelle più grandi si depositano rapidamente, quelle più piccole rimangono sospese nell’aria per un periodo più lungo“, afferma al Corriere della Sera Luca Fontana, tossicologo e funzionario tecnico dell’Oms che si occupa di controlli ambientali ingegneristici per i Centri in cui viene trattato il Covid.

“Ecco come avviene il contagio”

Come sappiamo da due anni, l’unico modo con cui si trasmette il Covid è la socialità: specialmente negli ambienti chiusi, la “trasmissione può avvenire per inalazione diretta e per deposizione delle particelle infettive sulle mucose esposte. In ambienti chiusi poco ventilati o affollati, queste particelle infettive possono accumularsi nell’aria e venire inalate“, spiega Fontana, che specifica come più aumenta la vicinanza con la persona positiva, maggiore è la concentrazione di aerosol e la possibilità di infettarsi.

Cosa significa ventilare

Quando si parla di ventilare un ambiente, in gergo “cambiare l’aria”, significa aprire porte e finestre per consentire ad aria fresca e “nuova” di sostituire quella interna insieme al potenziale aerosol infetto dal Coronavirus. Esiste l’efficace ventilazione meccanica controllata ma, se non si possiede uno strumento ad hoc, basta aprire le finestre ed il gioco è fatto. Purtroppo, nel caso del Covid, i vaccini non bastano per difenderci dal contagio. “Aiutano il nostro sistema immunitario a proteggerci da forme severe ma sappiamo che l’impatto sulla trasmissione è limitato: sono efficaci per proteggerci dalla malattia grave e dalla morte, ma non sono altrettanto capaci di difenderci dall’infezione, quindi il virus continua a circolare in comunità, anche se molte persone restano asintomatiche“, spiega il tossicologo. Ed è quello che sta avvenendo con Omicron, dove un’enorme quantità di persone rimane asintomatica contagiando, inconsapevolmente, le persone che si trovano nello stesso ambiente.

Perché (al chiuso) le mascherine non bastano

Come abbiamo scritto sul Giornale.it, l’uso delle mascherine Ffp2, più efficaci delle chirurgiche, è stato esteso nei luoghi di assembramenti e all’interno dei mezzi di trasporto, cinema, teatri, stadi. Perché, però, anche all’interno di una casa è importantissimo ventilare spesso? Perché le mascherine “aiutano a ridurre la quantità di aerosol inalato e ad evitare che le particelle più grandi si depositino sulle mucose, ma non azzerano il rischio con una concentrazione elevata di particelle nell’aria e lunghi periodi di esposizione“. E poi, se non vengono indossate correttamente anche al chiuso, siamo al punto di partenza. “Pensiamo alle scuole e agli uffici dove studenti e lavoratori passano lunghe giornate. E anche ad altri ambienti chiusi dove per un motivo o per l’altro non possiamo indossare la mascherina, come i ristoranti. All’aperto l’aerosol viene quasi immediatamente disperso e diluito nell’aria, per questo si osservano pochissime infezioni rispetto agli ambienti chiusi“, afferma Fontana.

Ecco perché, specialmente adesso con Omicron che è la variante più contagiosa di tutte, oltre a vaccini, mascherine, distanziamento e igiene delle mani è fondamentale che vengano arieggiati spesso e volentieri gli ambienti, anche a costo di far entrare un po’ di freddo. È uno dei modi, efficaci, per resistere d’inverno nei luoghi chiusi.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *