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“C’è un antifurto sul governo…”. Cosa può succedere col catasto

Nel governo le acque continuano a essere agitate. A far discutere è la legge di delega sul Fisco, approvata ieri in Consiglio dei ministri nonostante l’assenza della delegazione della Lega. Un gesto sicuramente forte ma che, come scrive Massimiliano Scafi su ilGiornale in edicola oggi, grazie all’asse con Forza Italia ha sventato un aumento delle tasse. Il premier Mario Draghi ha infatti assicurato che gli italiani non pagheranno di più: l’imposizione fiscale sulla casa non aumenterà. Parole che “sono scolpite sulla pietra” e che dunque “non si possono mettere in discussione“, ha specificato l’azzurro Giorgio Mulè. Che ha ribadito come il partito forzista sia il vero scudo a ogni follia economica della sinistra.

Forza Italia rassicura

Il deputato di Forza Italia a La Repubblica ha smentito le preoccupazioni su un possibile aumento di tasse per i cittadini italiani, ricordando che l’antifurto fiscale sulla casa ha funzionato: “Quell’antifurto siamo noi di Forza Italia“. Il sottosegretario alla Difesa ha infatti puntato il dito verso “questo tic della sinistra” sull’imposizione fiscale e contro i patrimoni: una sorta “di mantra in cui cadono tutti“, da Graziano Delrio a Enrico Letta passando per Nicola Fratoianni. “Ma ci siamo noi al governo e questa è la garanzia che non avverrà nulla del genere e che le tasse non verranno mai alzate“, è la certezza fornita da Mulè.

Così Forza Italia porta avanti quella che definisce una vera e propria operazione di trasparenza. La forzista Deborah Bergamini ha giurato che il partito azzurro “sarà un’attenta sentinella affinché non venga in nessun modo tassata la casa“. Sulla stessa linea Gianfranco Rotondi, vicepresidente del gruppo di FI alla Camera, secondo cui occorre affidarsi al premier Mario Draghi e spegnere le polemiche: “Sappiamo che la riforma del catasto non comporterà alcun incremento di oneri fiscali. È inutile provocare fibrillazioni e allarmi“.

“Gli italiani pagheranno meno”

In tal senso è arrivata la rassicurazione anche di Maria Cecilia Guerra. La sottosegretaria dell’Economia ha sottolineato che, se effettivamente si realizzerà la riforma del catasto contenuta nella delega fiscale, “la maggioranza degli italiani pagherebbe meno“. L’idea di fondo resta quella di non aumentare le imposte ma di distribuire il peso in modo equo: “Quelli che hanno un patrimonio di grande valore si troverebbero a pagare un pochino di più. E mi sembra anche giusto“.

Ma la Lega va all’attacco

Del parere completamento opposto è Matteo Salvini, che in mattinata è tornato nuovamente all’attacco e ha rincarato la dose alzando i toni: il leader del Carroccio ha ribadito che non intende firmare alcuna delega in bianco poiché ritiene che nel testo della riforma “c’è sostanzialmente una patrimoniale su un bene già tassato e ipertassato, ovvero la casa italiana“. Non vuole però parlare di una possibile crisi di governo: Salvini ha rivendicato orgogliosamente di far parte della maggioranza. “Se vogliono escono Letta e Conte“, ha tuonato.

Nella giornata di ieri l’atteggiamento della Lega ha creato più di qualche reazione tra i partiti dell’esecutivo. I ministri del Carroccio hanno prima lasciato la cabina di regia e poi hanno disertato il Consiglio dei ministri. Si chiede un cambio di passo perché le questioni sono sia di metodo sia di sostanza. Il leghista Riccardo Molinari denuncia che quello del governo “non è stato un gesto molto amichevole“, anche perché “ci stanno accompagnando alla porta“. Anche il senatore Alberto Bagnai ha lamentato che “è un po’ difficile stare in maggioranza essendo trattati come se si fosse opposizione“.

L’intervento di Draghi

Nel pomeriggio è arrivata la presa di posizione di Draghi, che a chiare lettere ha affermato: “No, non c’è una patrimoniale“. L’obiettivo della verifica dei valori è quello di non nascondersi dietro l’opacità. Ha confermato che “non si tocca assolutamente nulla” dal punto di vista economico e dunque i cittadini e le imprese continueranno a pagare come ora. “Questa revisione prende 5 anni e di eventuali decisioni si parlerà nel 2026. Una è un’operazione trasparenza, l’altra è una decisione di politica fiscale“, ha dichiarato il premier.

La sinistra vuole la Lega fuori dal governo

Ovviamente in tutto ciò si confermano i sogni della sinistra che continua a sperare in un’uscita della Lega dal governo. Nelle scorse ore il segretario Enrico Letta ha bollato come “gravissimo e irresponsabile” lo strappo di Salvini, imputandogli la colpa di portare avanti un piano che ha come obiettivo finale quello di “far saltare il banco“. Il dem Francesco Boccia respinge le accuse di voler portare fuori la Lega dall’esecutivo e controreplica: “La Lega si accompagna da sola dove riterrà opportuno andare“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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