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Castelfranco. Il presepe meccanico di Piumazzo con le sue 200 statuine mosse da sette motori

L’opera ha accompagnato le Festività che si tanno per chiudere Negrini: «Qui a Piumazzo un posto magico, non poteva mancare» 

Alberto Poppi

CASTELFRANCO. È un appuntamento ormai quarantennale che non è mancato nemmeno in queste Festività arrivate all’epilogo con l’Epifania. Nell’oratorio della parrocchia di San Giacomo, il Presepe Meccanico di Piumazzo è stato ampliato grazie all’inventiva di Fausto Negrini, su una superficie di 40 metri quadri popolata da oltre 200 elementi. Comandato da un computer che coordina 250 motori, stupisce per gli effetti luminosi, i giochi d’acqua, l’alternarsi del giorno e della notte, in uno scenario spettacolare che esalta le attività umane. L’artista illustra ogni dettaglio il suo capolavoro: «Anche quest’anno – spiega Negrini – hanno preso vita le statuine, che a causa dell’epidemia non sono state visibili. Ho voluto comunque riproporre il Presepe, per mantenere vive tradizione e spiritualità». Attorno alle icone della Natività azionate da 7 motori, ruota e si svela un mondo: dal norcino all’arrotino, dallo stalliere al fornaio: «Ho lavorato parecchio sull’aspetto contadino, sulle cose che facevamo da piccoli. C’è il bambino che gioca con l’aquilone mosso dal vento, le oche che fanno capolino da una cesta, i conigli e i pulcini in movimento. Volevo creare un presepe popolare, nostro. C’è il mulino ad acqua corrente, il mastro acetaio, il fabbro al lavoro nella bottega, per realizzare la mia passione, sin da quando costruivo presepi dovunque capitasse, in casa, e mancava la capanna. Con mio padre andammo in campagna lungo i filari di una vigna, e lui scalzò con la vanga un blocco di terra, che avvolse nella carta gialla da macellaio. L’inventiva dimostrò che con la terra riuscivo a fabbricare qualsiasi cosa. Tutte le statuine le ho costruite con la terracotta». Non pensa di considerare finito il lavoro: «Finché ce la faccio andrò avanti. Le strade ghiaiate, per esempio, sembrano tracciate a caso, ma rispondono a una inevitabile strategia: sono le uniche tratte portanti su cui potersi muovere senza rovinare tutto. Per le statue, costruisco la testa in terracotta, oltre le mani e i piedi: il resto – animali compresi – è meccanica e movimento, coperti dall’abito che cucio io stesso, e dagli accessori. Tante volte plasmo piccole figure di animaletti da cortile con la cera, che tingo e sfumo artigianalmente mischiando pastelli sciolti, o modello le pecore con ciuffi di lana». Fausto è antesignano nel realizzare l’acqua che bolle in un contenitore.

Certe ditte specializzate nella costruzione di presepi hanno cercato di imitarlo, senza riuscirci. «Una bambina, incantata, ha commentato semplicemente: “Non è vero”. Basta questo per sentirsi completamente ripagati». —

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Fonte: gazzettadimodena.gelocal.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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