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Caso Motorgate, sotto accusa i motori francesi TCe [danneggiano persino l’usato MERCEDES]

Mentre noi dibattiamo sulla forzata spinta elettrica sotto i cofani e sugli incentivi per le ibride, inflazionando le auto usate a benzina, in Francia ne svalutano alcune: da quando è scoppiato il nuovo “Motorgate” con tanto di class-action contro Renault. Si danneggiano le quotazioni delle usate anche Dacia, Nissan e persino Mercedes, in alcuni casi

26 aprile 2022

Punti chiave

Più o meno tutti nel mondo auto conoscono la motorizzazione nativa Renault commercialmente detta 1.2 TCe, parecchio diffusa in versione Euro5 ed Euro6 sotto i cofani di modelli popolarissimi non solo Renault, ma anche Dacia, Nissan e persino Mercedes. Qualche addetto ai lavori identifica precisamente quel piccolo quattro cilindri a benzina, sovralimentato, indicandolo con la sigla produzione: H5FT, declinata in varie versioni e potenze, fino ai 130CV.

Quello che non tutti sanno, almeno in Italia, è che questo motorino è il nuovo, per certi versi clamoroso “motorgate”. Il caso è scoppiato in madre patria Francia, dove più che altrove ci si è accorti di come sia più critico e soggetto a manutenzioni straordinarie, rispetto a dei miti del termico benzina popolare, aspirato, come il nostro amatissimo FIRE Fiat, o gli stessi quattro cilindri Renault usati dalle varie Clio, Twingo e Kangoo in gamma Euro3 ed Euro4.

Insomma, dopo il pessimo Dieselgate, fenomeno globale e fraudolento nei confronti di alcune norme, dell’ambiente stesso, non ci si aspetterebbe che dei maghi della tecnica come i francesi “toppino” su un piccolo termico, benzina. In effetti la definizione Motorgate sembra un po’ troppo pesante, questa volta.

Motorgate, le auto coinvolte

Premessa dovuta è che il TCe 1.2 in oggetto, precisamente un motore “quadro” a iniezione diretta (doppia fasatura) da 1.197cc, sovralimentato con funzione Start&Stop, è molto diffuso nei marchi del gruppo. Una casistica di utilizzo davvero ampia, stimata in circa 400.000 veicoli e per cui, le proporzioni, vanno fatte prima di bollare tutto negativamente.

Dopo il debutto sul mercato e nei listini prezzi Renault, del 2012, il 1.2 TCe è rimasto in produzione nella versione “incriminata” fino a inizio 2019. Lo si trova oggi in una vasta serie di modelli, appetibili sul mercato dell’usato: Renault (Captur, Clio, Megane, Kadjar, Kangoo, Scénic e Grand Scénic) Dacia (Dokker, Duster, Lodgy ) Nissan (denominato DIG-T per Juke, Pulsar e Qashqai) e persino Mercedes (Citan).

Motorgate, difetti riscontrati

I primi casi di malfunzionamento e riparazione straordinaria, per la prima serie dei 1.2 TCe Renault, sono stati segnalati dopo tre anni dal debutto. Quando le percorrenze arrivano tra i 50.000 e i 75.000 Km, o oltre: non solo spie motore accese, che spesso preoccupano più del dovuto gli utenti, ma anche un effettivo consumo elevato dell’olio (in alcuni casi addirittura 1 litro/1.000 km) e conseguenti guasti meccanici, per la distribuzione.

Non ci dilunghiamo qui nel dettaglio tecnico, di valori pressione nei condotti che pare a volte scendano sotto la soglia desiderabile (innescando fenomeni di flusso aria e olio dal fondo, con degrado o esaurimento nella coppa) insieme a quelli di lubrificazione. La sostanza è che i danni, più o meno gravi e invalidanti, risolti con degli aggiornamenti in produzione dal 2016, riguardano parte di testata e distribuzione del motore: elementi come valvole e catena, talvolta segmenti sui pistoni, non da poco in termini di lavorazione nelle officine, per materiale e manodopera se si debbano sostituire.

Class-action, centraline e fasce elastiche

Sebbene questa casistica abbia avuto un discreto eco in Francia, con tanto di class-action contro la Casa e molte adesioni online, corredate da critiche nei forum o sui social, Renault non è legalmente colpevole di nulla al momento ed ha coperto quanto sia avvenuto nei termini di garanzia. Contrariamente a quanto avvenuto per il più colossale Dieselgate, scoppiato con VW e i motori a gasolio, oggetto di campagne internazionali con effetti anche sul rendimento, degli stessi.

Si contano però vari reclami e alcune azioni correttive messe in atto anche fuori garanzia, per ovviare al problema dei piccoli motori a benzina francesi: come la riprogrammazione della centralina, per compensare valori di pressione e battito, o eventualmente la sostituzione di tendicatena e fasce elastiche (segmenti) sui pistoni.

Quotazioni usato

Solo nei casi peggiori, quanto il problema non viene preso in tempo e le vetture percorrono molti chilometri senza manutenzioni, si arriva a danneggiare pesantemente il motore con un costo esuberante da sostenere. Questo fattore, in ogni caso, determina un pregiudizio sul mercato dell’usato per tutte le auto con la motorizzazione incriminata di “motorgate” e sebbene un modello post-2016, o comunque risanato prima dei 50/75mila chilometri, possa ritenersi valido, i prezzi ne risentono.

Il consiglio, come sempre, è non solo di affidarsi all’opinione di un tecnico di fiducia, sul momento di valutare un’auto usata, ma possibilmente risalire alla storia della Renault, Dacia, Nissan o Mercedes usata in oggetto (tramite telaio). Scoprendo sia quanto olio mediamente consuma il motore sia quali interventi siano stati eseguiti, in trasparenza, a quali chilometraggi. Ultima cosa: un software milgliora, a volte “salva” ma NON ripara certi danni fisici alla meccanica del motore.

Fonte: automoto.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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