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Caso Blake, lo sport americano si ferma per protestare contro il razzismo

La città nel profondo Midwest bianco
L’episodio è accaduto domenica pomeriggio a Kenosha, città di 100mila abitanti sul lago Michigan, in Wisconsin, un tempo piccolo centro industriale legato all’industria dell’auto, oggi città dormitorio, a metà strada tra Mikwaukee e Chicago. Profondo Midwest dove il sindaco e il capo della polizia sono bianchi come il 67% degli abitanti, il 17% latinos, l’11% black. Il 17% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

La testimonianza
Blake rimarrà paralizzato: i colpi gli hanno lesionato la spina dorsale e oltrepassato degli organi vitali e delle vertebre, hanno raccontato i sanitari che lo hanno operato d’urgenza. E’ un miracolo che sia ancora vivo. Non si conoscono i nomi dei poliziotti, non sono al momento sotto inchiesta. Si sa che sono stati sospesi in via cautelare. Il Dipartimento di Giustizia del Wisconsin ha aperto un’indagine, ma non ha fornito altri particolari. Il giovane che ha girato il video, Raysean White, 22 anni, ha raccontato di aver visto Blake discutere con tre poliziotti e di averli sentiti urlare: lascia il coltello, lascia il coltello, prima degli spari. Ma ha detto di non aver visto nessun coltello nelle mani di Blake.

La lite tra donne sul marciapiede
Il governatore democratico dello stato Tony Evers del Wisconsin ha confermato che l’uomo gravemente ferito non aveva un coltello né nessuna altra arma, secondo le informazioni in suo possesso. Tutto sarebbe scaturito da un tentativo di Blake di dirimere un litigio tra sei-sette donne sul marciapiede. E’ sceso per questo dalla sua auto dicendo ai bambini di restare seduti. L’episodio, l’ennesimo di violenza della polizia contro un afroamericano, ha fatto riaccendere le proteste. A pochi mesi dall’uccisione di George Floyd a Minneapolis, soffocato dal ginocchio sul collo di un poliziotto durante un controllo.

Due manifestanti uccisi
A Kenosha il sindaco John Antarmian ha deciso il coprifuoco. Ma da quattro giorni continuano le proteste per chiedere giustizia e anche gli episodi di devastazione. Almeno 30 esercizi commerciali distrutti. Auto date al fuoco, lacrimogeni, cariche, 250 membri della Guardia nazionale richiamati dal governatore che ha dichiarato lo stato di emergenza. Non è bastato ad evitare le morti. La notte scorsa due manifestanti sono stati uccisi e un terzo ferito da un Kyle Rittenhouse, un diciassettenne bianco, non è chiaro se da solo o componente di milizie armate di ultra destra, che ha aperto il fuoco con un fucile contro i manifestanti.

«White silence is violence»
Proteste del movimento Black Lives Matters si sono riaccese in altre città. Nel downtown di Los Angeles. A New York a Times Square con un gruppo di dimostranti che ha marciato fino al ponte di Brooklyn. A Washington hanno protestato per solidarietà agli afroamericani un gruppo di giovani bianchi che si sono avvicinati ad alcuni avventori bianchi seduti ai tavolini al di fuori dei ristoranti chiedendo di alzarsi gridando «White silence is violence», il silenzio dei bianchi è violenza. A Minneapolis, Seattle e Portland ci sono stati decine di arresti. .

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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