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Caro montagna: ecco tutti gli aumenti per chi vuole andare sulla neve

Andare sulla neve in questa stagione costerà di più (a volte molto di più) rispetto alla precedente: l’aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione hanno fatto schizzare verso l’alto anche tutte le voci che riguardano la montagna, dagli impianti di risalita al noleggio degli strumenti necessari per sciare ma anche ai ristoranti, agli hotel e alle settimane bianche. Noi de Ilgiornale.it abbiamo contattato circa 60 esercenti per sapere gli aumenti di skipass, il noleggio delle attrezzature e le strutture ricettive confrontando le varie voci tra le due annate su dieci tra le località alpine più famose e frequentate del Nord Italia e cinque dell’Appenino: ecco la media tra tutti gli aumenti e cosa ci ha detto Federconsumatori.

Gli aumenti in Valle d’Aosta

Iniziando il nostro percorso da ovest verso est, cominciamo dalla Valle d’Aosta dove sono state monitorate le seguenti località di montagna: Courmayeur, Cervinia e La Thuille. Con differenze minime, ecco i prezzi medi che i consumatori troveranno decidendo di andare a trascorrere qualche giorno o un’intera settimana:

– iniziando dallo skipass, il giornaliero ha subìto aumenti intorno al 9-10% tra il 2021 e il 2022 passando da 46 a 51 euro mentre quello settimanale ha avuto un incremento del 10%, adesso costa 284 euro contro le 258,20 di un anno fa: si tratta della media fra i prezzi delle strutture contattate, in alcune località le differenze possono essere maggiori e in altre minime;

– il noleggio delle attrezzature ha subìto aumenti su tutti gli strumenti: sci e racchette costano tra il 5 e il 10% in più (17,73/18,27 euro) con gli scarponi che sono passati da 13 a 14 euro al giorno, il casco da 4 a 5 euro mentre i ramponi da poco più di 10 a 12 euro. Se il totale quotidiano ha subìto un incremento intorno a 5 euro (da 45 a 50 euro), discorso diverso per il totale a settimana che varia da 318 euro del 2021 a 345 euro del 2022, +8%. Discorso diverso per Cervinia dove ci è stato detto che sul giornaliero si arriva anche al 20% in più;

– i ristoranti: pranzi e cene si sono allineati al caro energia anche se, per adesso, i pasti non sembrano aver avuto aumenti così importanti: a Cervinia, ad esempio, alcune strutture hanno innalzato di 50 cent soltanto il costo del coperto mentre a La Thuille ci hanno fatto sapere che i prezzi medi sono aumentati del 2-3%. Federconsumatori ha stilato una tabella in cui fa sapere che per un pranzo si spendono mediamente 4 euro in più a persona e per una cena circa 3 euro, sull’intera settimana gli aumenti sui pasti sono passati da 467 euro a 516 euro, l’incremento è dell’11% in più.

– infine, gli alberghi: a Courmayeur ci hanno detto che “le bollette sono triplicate ma non possiamo far pagare il triplo ai clienti”, da Cervinia ci hanno informato che i prezzi sono stati “aggiustati” mentre a La Thuille si aspettano ancora i prezzi dei fornitori anche se la stima è di un aumento del 3-5%. I numeri di Federconsumatori sono allineati a quanto osservato da noi: la stima per una classica settimana bianca in montagna su hotel a 3 e 4 stelle (8 giorni e 7 notti), a persona e in sistemazioni in camere doppie, triple o quadruple passa da una spesa media di 722 euro a 763,60 euro, un incremento del 6%.

Il totale delle voci che abbiamo raccolto, a persona, varia da una spesa totale di 1.765 euro nel 2021 a 1.909 euro nel 2022, un aumento dell’8%: vogliamo sottolineare ancora una volta come questa sia una media tra tutto ciò che serve a un appassionato in montagna, i pasti e i pernottamenti e che poi, il prezzo finale, varia da persona a persona in base alle abitudini e al luogo in cui si recherà.

Gli aumenti in Trentino

Per le località di montagna del Trentino-Alto Adige abbiamo esaminato le differenze rispetto alla scorsa stagione a San Candido, San Martino di Castrozza, Corvara, Madonna di Campiglio e Canazei.

– cominciando con gli skipass, ovunque ci hanno confermato un aumento di prezzo intorno al 10% sia su base giornaliera che su base settimanale ma Federconsumatori stima che gli aumenti possano toccare anche il 27% su skipass settimanali passando da 256 euro del 2021 a 336,60 euro di questa stagione. La buona notizia, però, è che acquistandoli online, almeno a San Martino di Castrozza e Corvara, si possono avere sconti del 5-10%;

– il noleggio delle attrezzature giornaliere vede aumenti su tutte le voci: sci e racchette sono passati da 21 a 25 euro, gli scarponi da 13 a 14 euro, il casco da 4,50 a 5 euro e i ramponi da 11 a 13 euro. Anche in questo caso, a San Candido gli aumenti sono stimabili intorno al 2-3% mentre a San Martino di Castrozza gli esercenti ci hanno detto che i prezzi sono più alti anche del 10%. Mediamente, quindi, c’è un 5% che su base settimanale arriva anche al 15% (346,92 – 399 euro la differenza con l’anno scorso);

– capitolo ristoranti: per questo settore, alcuni ristoratori ci hanno detto che “i prezzi sono rimasti uguali” (da verificare se è davvero così), altri hanno ammesso aumenti sui pasti anche del 7-12%, a Canazei si arriva anche al 15% a causa del caro bollette. Partendo da questa base, secondo Federconsumatori pranzi e cene, a persona, sono aumentati mediamente di 4 euro con il totale giornaliero che, di conseguenza, aumenta di 8 euro sui pasti. Chi fa la settimana bianca sappia che dovrà mettere mano più volte al portafoglio: nel 2021 la spesa complessiva era di 652,96 euro, quest’anno 712,46 euro ossia il 9% in più;

– gli alberghi: uno dei settori più complicati da indacare è stato quello degli hotel. Molti “no comment” alle nostre telefonate ad alcuni tre-quattro stelle, a risposte del tipo “gli aumenti ci sono ma ancora non li sappiamo”. In altri casi, i proprietari di Madonna di Campiglio sono stati più sinceri indicando nel 15% il prezzo maggiorato rispetto alla scorsa stagione, a Canazei aumenti medi del 10% in linea con quanto ci ha detto l’Associazione: una camera (dalle doppie alle quadruple) per persona ogni notte in hotel tre o quattro stelle costa mediamente 127,78 euro contro le 111,43 euro del 2021, su base settimanale adesso si spendono circa 894 euro contro le 780 del 2021: ciò significa che gli aumenti sono stati del 15% in entrambi i settori. Rispetto alla Valle d’Aosta, il totale di queste spese per persona passa da 2.044 euro nel 2021 a 2.342 euro per questa stagione, ciò significa che per una vacanza da queste parti si spende il 15% in più.

Gli aumenti in Veneto

Le location di montagna che abbiamo passato in rassegna per per la Regione Veneto sono Auronzo di Cadore e Cortina d’Ampezzo:

– se lo skipass giornaliero costava 52 euro nel 2021, adesso il prezzo corretto è 59 euro (+13%) con il settimanale che passa da 278 euro dell’anno scorso alle 313 euro della 2022-2023 (anche qui, +13%): in questo caso le tabelle sono chiare e gli esercenti hanno confermato gli aumenti rispetto alla passata stagione;

– il noleggio delle attrezzature vede incrementi su tutte le voci: sci e racchette sono aumentati da 29 a 32,80 euro, gli scarponi da 15,26 a 16,85 euro, il casco “soltanto” di 50 cent (8 euro il nuovo costo giornaliero) mentre i ramponi da 13,84 euro a 15. Il totale giornaliero è aumentato da 50,49 euro del 2021 a 72,65 euro del 2022 mentre, su base settimanale, gli aumenti vanno da 353 euro a ben 508,55 euro. Anche in questo caso non mancano le eccezioni: ad Auronzo di Cadore alcuni esercenti affermano che i prezzi sono rimasti invariati nonostante l’aumento delle attrezzature all’orgine, a Cortina ci hanno detto che l’aumento è solo di 1-2 euro in più per ogni attrezzo e di 4-5 euro se si fa l’abbonamento settimanale, quindi un 4% in più-

– per quanto riguarda i ristoranti, siamo rimasti colpiti dalle risposte degli esercenti delle due località: ufficialmente i prezzi “sono rimasti invariati” rispetto al listino del 2021 nonostante inflazione e caro-bollette. Saranno poi i lettori a dirci, nelle prossime settimane, se quanto ci hanno detto al telefono corrisponde davvero al conto alla fine dei pasti.

– anche per gli alberghi delle località prese in esame (3 o 4 stelle), per una notte, bisogna fare dei distinguo: ad Auronzo gli aumenti medi si aggirano intorno al 10%, a Cortina d’Ampezzo solo del 2%. In questo caso, i numeri sono ben diversi con quanto ci ha invece detto Federconsumatori, secondo la cui tabella adesso una notte costa 125 euro a persona in camera doppia contro le 110 euro del 2021 mentre, per la settimana bianca con 8 giorni e 7 notti si passa da una spesa di 773 euro a persona nel 2021 a 888 euro nel 2022, aumenti pari al 14%. Il totale complessivo a persona, quindi, arriverebbe a 2.417 euro in questa stagione (una settimana) contro 2.061 euro del 2021, ovvero una spesa maggiorata del 17%.

Gli aumenti in Lombardia

Sotto la lente d’ingrandimento una delle località di montagna più famose e frequentate, Livigno:

– gli skipass giornalieri hanno subìto incrementi del 20% rispetto allo scorso anno passando da 49 a 59 euro, il settimanale +23% con un costo di 322 euro in confronto alle 262 euro del 2021;

– il noleggio delle attrezzature ha visto, anche in questo caso, lievi incrementi: sci e racchette costano, al giorno, 22 euro (19 euro prezzo 2021), scarponi e casco sono aumentati di un euro, i ramponi di 50 cent con un totale quotidiano di 51 euro contro le 45,50 euro dello scorso anno. Il totale settimanale, però, varia da 318 euro del 2021 a 357 euro di questa stagione, quindi il 5% in più così come confermato dagli esercenti che abbiamo contattato;

– capitolo ristoranti: pranzi e cene costerebetero, mediamente, un euro in più su ogni portata. È questa l’affermazione di alcuni ristoratori che ci hanno raccontato come, ad esempio, un primo sia passato da 12 a 13 euro e così via. In realtà, anche in questo caso, i numeri sono in contrasto con le novità di Federconsumatori secondo la quale gli aumenti, specie su base settimanale, sono del 13% in più a persona.

– gli alberghi, mediamente, hanno visto anche in questa località incrementi del 10-20%, per persona, sia per una notte che per la settimana bianca: la sistemazione in hotel di categoria 3 o 4 stelle ogni giorno arriva a costare 121,90 euro contro le 101,89 del 2021, 8 giorni e 7 notti hanno un prezzo di 853,33 euro contro 713,21 del 2021. Tutte le voci messe insieme fanno un totale, a persona, di 2.240 euro contro 1.921,33 della scorsa stagione, la variazione media è del 17% in più.

Gli aumenti sull’Appennino

Non sfuggono agli aumenti dei prezzi nemmeno le località di montagna più conosciute e frequentate dell’Appennino centrale e meridionale: abbiamo preso in esame l’Abetone (Toscana), il Terminillo (Lazio), Campo Imperatore, Ovindoli e Roccaraso (tutti e tre in Abruzzo) e Campitello Matese (Molise):

– sullo skipass giornaliero, gli aumenti ci sono ma più contenuti rispetto al Nord: da 38 euro del 2021 si è passati ai 40 euro del 2022, il settimanale costa 263 euro contro le 257 euro dell’anno scorso, l’incremento medio è del 2%;

– i costi medi per il noleggio quotidiano delle attrezzature da montagna sono dell’ordine del 2-3%: sci e racchette sono aumentati di un euro dall’anno scorso a quest’anno (18-19 euro), scarponi, casco e ramponi sono rimasti sostanzialmente in linea con il 2021 come ci hanno confermato soprattutto dall’Abetone e dal Terminillo. Settimanalmente, però, il costo medio è di 280 euro contro 272 euro della stagione passata;

– sui ristoranti c’è chi dice che i prezzi sono rimasti gli stessi, c’è chi ha ammesso leggeri aumenti perché le bollette hanno subìto “aumenti criminali”. Una ristoratrice di Campo Imperatore si è sfogata con noi al telefono: “I prezzi delle bollette sono triplicati ma non possiamo permetterci di far ricadere gli aumenti sui consumatori altrimenti non viene più nessuno, saremo noi a fare dei sacrifici”;

– infine, gli alberghi hanno subìto aumenti medi del 5-10% e qui c’è un coro che va dall’Abetone a Campitello Matese: lo scorso anno un appassionato spendeva 60 euro per una notte di pernottamento in hotel 3 o 4 stelle e 420 euro per una settimana, in questa stagione la differenza è di 65 euro per una notte e 460 euro per una settimana. Il totale complessivo, a persona, vede un 8% di aumento: l’anno scorso si spendevano 1.424 euro, quest’anno 1.534 euro.

“Ecco i motivi degli aumenti”

Per Ilgiornale.it abbiamo chiesto un parere sull’aumento dei prezzi in montagna alla dottoressa Giovanna Capuzzo, Vicepresidente di Federconsumatori, che ci ha spiegato come siano due i motivi principali di questa situazione che vede prezzi maggiorati ovunque e sotto ogni voce: “l’inflazione, aumento dei prezzi che vengono rivolti al consumatore soprattutto per gli alberghi e il noleggio delle attrezzatture necessarie per sciare e il caro energia che influisce soprattutto per il costo degli impianti”.

Per il momento, comunque, le lamentele dei consumatori sono minime perché la stagione deve ancora iniziare. “In alcuni impianti stanno già sparando la neve per anticipare il più possibile la stagione invernale. È chiaro che, purtroppo, il consumatore vedrà aumentare gli importi che hanno già avuto un trend in aumento nel 2021 rispetto all’anno precedente”, sottolinea la Capuzzo. I numeri che abbiamo visto prima, però ci dicono chiaramente quanto affermato dalla vicepresidente: “l’aumento è minino per la settimana bianca sulle montagne dell’Italia centrale ma si parla anche un 44% in più per quanto riguarda il Trentino, decisamente importante”.

Ma come si comporteranno i consumatori di fronte al caro-montagna? “Come accaduto in altre circostanze, ci penseranno un po’ di più prima di affrontare queste spese per la settimana bianca”. Molto probabilmente, “ci sarà un calo delle presenze e ci saranno vacanze mordi e fuggi rispetto a quelle di una volta, magari si va e torna in giornata ma alle settimane bianche di una volta molte famiglie dovranno rinunciarci”, conclude.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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