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Caro benzina, Meloni: «Prima o poi taglieremo le accise, ora abbiamo fatto i conti con la realtà»

di Claudio Bozza

Il video della premier: «Per tagliare le accise non avremmo potuto aumentare il fondo sulla sanità, calmierare le bollette domestiche, tutelare i crediti delle Pmi. Ora la priorità è la crescita»

Dopo lo stop al taglio delle accise sui carburanti, il prezzo della benzina è tornato a superare la soglia dei 2 euro, mentre quello del diesel sta addirittura toccando la soglia dei 2,50 euro al litro. Oltre al forte malcontento tra cittadini e imprese, questa conseguenza ha innescato anche uno scontro politico tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il partito di Giorgia Meloni difende con forza lo stop deciso dal governo, per dirottare quelle risorse per contenere ad esempio il costo delle bollette e favorire la crescita, mentre quello di Silvio Berlusconi chiede di rivedere la strategia.

Una situazione incandescente, a tal punto che stamattina la premier è scesa direttamente in campo con un video sui social «per fare chiarezza». «Per tagliare le accise non avremmo potuto aumentare il fondo sulla sanità, la platea delle famiglie per calmierare le bollette domestiche, per i crediti delle Pmi: tutte queste misure sarebbero state cancellate per prevedere il taglio della accise», snocciola la leader.

Una questione di conti, quindi, perché la coperta è troppo corta. Mantenere il congelamento delle accise costava circa un miliardo e mezzo al mese. E queste risorse, nella manovra appena approvata, sono state dirottate altrove. Il futuro? «Sono fortemente speranzosa della possibilità che prima o poi potremo tagliare le accise sulla benzina, un taglio strutturale e non temporaneo — sottolinea Meloni nella sua rubrica “Appunti di Giorgia” —. Ma questo necessita di una situazione diversa e cioè di rimettere in moto la crescita economica, ora facciamo i conti con la realtà. Per fare alcune cose servono risorse e per trovarle serve la crescita».

La presidente del Consiglio si dice «convinta» delle scelte «che ho fatto, perché penso che fosse più sensato aiutare chi ha il salario basso, chi non aveva un posto di lavoro, chi non riesce a fare la spesa piuttosto che usare le risorse per consentire diciamo a me, parlo di me, che comunque ho uno stipendio di tutto rispetto di pagare la benzina di meno. Questo è un governo che deve fare delle scelte». Anche perché il taglio delle accise, numeri alla mano, avrebbe comportato «troppe rinunce in manovra» per un ammontare di almeno 10 miliardi di lire nel 2023.

Poi la leader di Fratelli d’Italia elenca i numeri: «Il prezzo medio del taglio delle accise nel precedente governo era di 1.885 euro, il 27 giugno era di 2.073 euro, il primo agosto di 1.877. Allora posso anche capire che il prezzo ora è alto ma dove era la stampa quanto il prezzo della benzina era a 2.077 euro. Io non ricordo negli anni precedenti le campagne di questi giorni. Poi ci sono le storture e bisogna intervenire». E poi: «La gran parte dei benzinai è onesta e responsabile e a tutela loro dobbiamo intervenire. In consiglio dei ministri abbiamo deciso di rafforzare le norme sanzionatorie per chi non adempie alle comunicazioni previste dalla legge e abbiamo stabilito che ogni benzinaio esponga il prezzo medio giornaliero».

11 gennaio 2023 (modifica il 11 gennaio 2023 | 12:48)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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