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Capitale Cultura, Lucca accende i motori

Con l’approvazione, ieri mattina, da parte della giunta comunale dell’atto di indirizzo, il Comune di Lucca ha avviato ieri il percorso istituzionale ed amministrativo per la redazione di un piano strategico per la presentazione della candidatura di Lucca a Capitale italiana della cultura 2024 contestualmente alla celebrazione dei due anniversari dei cento anni dalla morte di Giacomo Puccini (2024) e dalla prima rappresentazione dell’opera Turandot (2026)….

Con l’approvazione, ieri mattina, da parte della giunta comunale dell’atto di indirizzo, il Comune di Lucca ha avviato ieri il percorso istituzionale ed amministrativo per la redazione di un piano strategico per la presentazione della candidatura di Lucca a Capitale italiana della cultura 2024 contestualmente alla celebrazione dei due anniversari dei cento anni dalla morte di Giacomo Puccini (2024) e dalla prima rappresentazione dell’opera Turandot (2026).

L’atto prevede la più ampia ricerca di collaborazioni e compartecipazioni con soggetti pubblici, privati e del terzo settore lavorando a un progetto partecipativo che si estenda a tutto il territorio limitrofo e alle istituzioni locali, a partire dai comuni già coinvolti direttamente nelle celebrazioni pucciniane, ma anche con più ampio raggio con tutta la provincia.

Inizia, dunque, in modo sostanziale ciò che Eugenio Giani (allora ancora solo candidato alla presidenza della Regione) aveva formalmente anticipato a settembre: Lucca candidata a Capitale della Cultura nel 2024. Analoga inizitiva era stata poi presa dal sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.

“Il titolo di Capitale italiana della cultura è l’occasione per il nostro sistema socio-culturale e formativo di costruire un progetto complessivo che lascerà comunque alla città e al territorio circostante una forte organizzazione e un programma integrato per i prossimi cinque anni – dichiarano il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti – è bene essere chiari: non è stato ancora pubblicato il bando e non sappiamo quindi nei particolari quali aspetti il Ministero del Beni Culturali vorrà privilegiare per l’assegnazione del titolo relativo al 2024. Ma siamo sicuri di una cosa, questa competizione non è una corsa di velocità né una gara a chi fa gli annunci più eclatanti – la Capitale italiana della Cultura rappresenta prima di tutto la capacità di un grande territorio della Toscana nord occidentale di lavorare bene, costruire un sistema innovativo e una proposta complessiva originale, capaci di segnare la ripresa dopo la fine dell’emergenza sanitaria, utilizzando le grandi competenze e le forze locali, la partecipazione dei cittadini e delle associazioni e tutti quei soggetti presenti, che sono già proiettati su un livello nazionale e internazionale”.

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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