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Cantiere Lazio, ecco le opere con la corsia preferenziale

Lo sblocca-opere del governo Meloni parte da Roma e da quei 20 progetti cruciali per potenziare le direttrici che partono dal Lazio, tra Tirreno e Adriatico, e non solo per rendere più efficiente la Regione ma anche per dare una scossa all’appeal del Paese. Dal nuovo anello ferroviario di Roma alla Metro C, dal potenziamento della Roma-Pescara alla Orte-Falconara, fino alle criticità mai risolte della Roma-Latina, per il nuovo ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, il dossier Roma è tra le priorità messe in agenda da discutere già questa settimana con il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. Ne ha fatto cenno durante l’evento organizzato da MoltoEconomia, annunciando che l’elenco delle opere da esaminare richiede investimenti complessivi per quasi 24 miliardi, in parte finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa. E il ministro si è detto determinato a non perdere nemmeno un euro della dote di quasi 40 miliardi che lo stesso Piano riconosce al capitolo Infrastrutture per il Paese.

LA NORMA CHE SBLOCCA<QA0>
La matassa da sbrogliare subito sono i 39 commissari straordinari nominati per le 108 opere pubbliche infrastrutturali sparse in tutta Italia e i cantieri da aprire con corsie accelerate. Ciò per «evitare che certi progetti rimangano sulla carta come un interessante esercizio algebrico – ha detto al Messaggero – e va tenuto conto del necessario adeguamento del costo delle materie prime».

Da dove cominciare? «Per essere seri – ha aggiunto – dobbiamo decidere quali opere e in quali tempi metterle a terra, perché non possiamo perdere un solo minuto». Con questo spirito, nel decreto Aiuti Quater è stata aggiunta una norma sblocca-lavori in extremis che scongiura la tagliola che dal marzo 2023 avrebbe fatto decadere alcuni lavori rilevanti come la Gronda di Genova.

Fissare le priorità e una tabella di marcia accelerata è però soltanto una parte della rivoluzione che ha in mente il ministro per far partire i cantieri. Ed ecco una delle questioni da risolvere: «Ci sono commissari che si trovano a gestire anche una decina di progetti e lo fanno a costo zero, senza un euro di compenso», ha sottolineato il ministro. Si tratta di opere che appaltano decine e decine di milioni di euro, «di cui questi signori portano tutta la responsabilità. E farlo gratis non è degno di un Paese serio», osserva Salvini, pronto a ridisegnare anche la mappa dei provveditorati alle Opere pubbliche: «Non ha senso avere un unico mandato per regioni come Lazio, Abruzzo e Sardegna».

La corsa per non perdere le risorse non è il solo aspetto del dossier “Roma-Lazio” dal quale il ministro intende cominciare. Vanno sciolte le criticità, lì dove ci sono, per scongelare progetti fermi da troppi anni nonostante siano cruciali per l’economia della regione e del Paese. Senza una spinta a infrastrutture efficienti che collegano i distretti industriali diventa difficile anche attrarre più investimenti privati, anche esteri, come invece intende fare Salvini quando evoca e sollecita la mano di Elon Musk. Senza contare che per Roma c’è all’orizzonte la doppia sfida del Giubileo 2025 e dell’Expo 2030. La posta in gioco è dunque alta. Soprattutto se tra crisi energetica e inflazione, la partita infrastrutture può diventare un formidabile motore da utilizzare contro la recessione che minaccia di dominare gran parte del 2023.

CONTRO LA RECESSIONE<QA0>
Di qui la stretta sui tempi e la necessità che si parta proprio dalle opere previste dal dossier Roma-Lazio. Il progetto della linea Metro C è senz’altro quello più corposo (5,8 miliardi di investimento) considerato un tassello cruciale per elevare Roma al rango di moderna capitale dotata di un sistema urbano capace di proiettarla nel ruolo di locomotiva per la Regione e il Paese. Un dossier cui imprimere una rotta certa, come nel caso dell’Acquedotto di Peschiera (2,3 miliardi), un asset fondamentale per l’approvvigionamento idrico dei romani.

Poi ci sono le opere sulle quali far luce una volta per tutte come la tanto discussa Roma-Latina, un progetto partito anni fa con un costo di 3 miliardi, tra tanti dubbi legati all’onerosità, poi dimezzato e ora ridimensionato a 665 milioni per il collegamento stradale Cisterna-Valmontone con relative opere. C’è il potenziamento della Roma-Pescara (6,5 miliardi l’investimento) e della direttrice Orte-Falconara (3,7 miliardi), opere incluse nel Pnrr, con più di una criticità da sciogliere. In tutto un pacchetto di cinque infrastrutture che vale oltre 19 miliardi di investimenti su circa 24 che interessano il Lazio. <QA0>

Tra le opere da accelerare ci sono poi i lavori per la strada statale SS4-Salaria, il capitolo delle Linee tranviarie (circa 715 milioni). E il completamento dell’anello ferroviario di Roma (888 milioni). Un progetto che la città attende da oltre trent’anni, e che permetterebbe di chiudere effettivamente il “Gra dei treni”. E c’è il dossier degli interventi di riqualificazione stazioni connessi all’Av/Ac-Nodo interscambio di Pigneto. Poi il cantiere Strada statale 675 Umbro Laziale, le infrastrutture di collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte, ossia la tratta Monte Romano Est-Civitavecchia (466 milioni).
 

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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