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Campania verso zona gialla, Puglia in bilico. Sardegna e Sicilia zona arancione, Lazio e Lombardia gialle. Indice Rt Italia a 0,85

Italia: è sotto 1 ed è pari a 0,85. Una settimana fa era più basso: era a 0,81. Oggi è atteso il consueto monitoraggio del venerdì che assegna i colori alle regioni o li conferma come sarà nel caso di Lazio, Lombardia, Sicilia e Calabria. Fari puntati su Campania, Regione gialla che tende all’arancione, secondo la definizione data dallo stesso presidente campano Vincenzo De Luca (molto polemico su un eventuale ritorno in zona arancione perché c’è più rigore in Campania che altrove, soprattutto nelle azioni di monitoraggio del virus: «Ho la sensazione che in altre parti d’Italia non adottino, diciamo, lo stesso rigore della Campania per valutare i positivi» riferendosi ai tamponi che in Campania, contrariamente che altrove, sono quasi tutti molecolari). La Campania, è il dato ufficiale che emerge dal monitoraggio di oggi, ha un indice Rt maggiore di 1 «compatibile con uno scenario 2», che tradotto nella lingua della cabina di regia dei sanitari dell’Iss potrebbe voler dire “zona arancione”. Nelle stesse condizioni è la Sicilia che quindi è destinata a rimanere in zona arancione dove era già collocata.

Ma la Campania, al momento, rimane in bilico. Perchè? Perché la fotografia della sua situazione epidemiologica presenta luci e ombre. 

Da una parte continua a cumulare molti casi positivi al giorno, quasi duemila. E ha il numero più alto in assoluto di persone attualmente positive: sono 91.885. Per dare un’idea, la Lombardia che è la regione più grande d’Italia, ne ha quasi la metà: 52.074.

Dall’altra ha il più basso tasso di ospedalizzazione in area critica d’Italia.

L’incidenza dei contagi invece è alta e pari, ieri, al 9%, qui calcolata solo sui test molecolari e non, come a livello nazionale, includendo anche gli antigenici.

Colori che cambiano anche per la Sardegna che è in zona rossa e potrebbe passare in arancione, Valle D’Aosta attualmente in zona arancione e che potrebbe diventare l’unica regione in zona rossa. Anche in questo caso il presidente della Regione sta cercando in tutti i modi di evitare la retrocessione e ha scritto al Ministero una lettera illustrando i dati confortanti che bilancerebbero l’incidenza sforata di poco sopra i 250 casi ogni 100mila abitanti. «I dati dei contagi, con l’ultimo bollettino di oggi, portano la Valle d’ Aosta a superare di poche unità il limite di 250 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Tutti gli altri principali parametri, a partire dall’indice Rt, continuano a migliorare». Così il presidente della Regione Erik Lavevaz. «La Regione – spiega Lavevaz – ha inviato alla Cabina di regia una nota nella quale è stato chiesto di tenere in considerazione l’andamento generale dell’epidemia in VdA, oltre all’incidenza che è rimasta sotto la soglia di 250 fino a tutta la scorsa settimana».

La Puglia sogna la zona gialla dopo diverse settimane critiche. 

In un’Italia prevalentemente gialla, colore scattato lo scorso lunedì 26 aprile, sono pochissime le regioni destinate a cambiare colore. «Il dato nazionale risente di situazioni regionali piuttosto eterogenee: la variazione percentuale dei nuovi casi Covid aumenta in 3 Regioni e crescono i casi attualmente positivi in 5 Regioni», ricordava già ieri il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.

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Oggi l’indice Rt torna al valore 0,85, uguale a quello della settimana precedente all’ultima. L’incidenza continua a scendere però: il valore è a 146 rispetto al 152 della settimana scorsa. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia per il periodo 12-18 aprile. 

Sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi.

Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio altoSono otto le Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 8 contro le 12 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica (30%). Quello in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32% rispetto al 40% della soglia). Nel grafico qua sotto gli ultimi dati rilevati il 29 aprile.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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