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Calenda è tarantolato, il sondaggio sulle sanzioni e Cottarelli: quindi, oggi…

– se lo dice la Meloni, apriti cielo. Se invece il ministro dell’Economia Daniele Franco spiega che per i progetti del Pnrr “dovremo trovare modalità di finanziamento” extra, tutti zitti. Eppure è semplice: per costruire un ponte, le aziende hanno realizzato preventivi Pnrr da 100 e oggi portare a termine l’opera, tra inflazione e caro energia, costa 120. Sintesi: o realizziamo meno progetti, e concentriamo i soldi in quelli più importanti, oppure troviamo altri finanziamenti (cioè facciamo più debito). In entrambi i casi, il Pnrr va “rivisto”. Piaccia o no a Letta

– che il più applaudito al Forum di Cernobbio sarebbe stato Calenda non ci voleva un genio della lampada per capirlo. Semplice: giocava in casa, cioè nel cortile dei Parioli di mezza Italia. Il problema poi è che esci da lì e di voti nisba

– ennesima intervista di Enrico Letta a Repubblica. Talmente interessante che il titolista si ritrova a evidenziare questo innovativo passaggio: “FdI rinunci alla fiamma nel simbolo”. Un mese di campagna elettorale e siamo ancora qui. Che tristezza

– “La sinistra riparta da Greta per riconquistare il cuore dei prof”. Giuro, hanno scritto un titolo così per un “prof scrittore” (tal Lorenzoni). Io boh. Ma davvero la sinistra è al punto che per riscaldare la propria piazza deve attaccarsi all’impermeabile (poco biodegradabile) di Greta?

– se sento un’altra volta la parola “clean sheet” per riferisrsi ai portieri imbattuti nel calcio, sbarello

– “le sanzioni funzionano”, dice il Corriere portando alcuni dati sull’economia di Putin. Tra le informazioni fornite c’è il fatto che Mosca avrebbe bruciato 100 miliardi per sostenere l’economia. Già, vero: peccato che pure l’Italia, e non l’Europa intera, abbia pagato 100 miliardi solo per le bollette energetiche da quando è iniziato tutto questo caos. Parliamo di un aumento di 60 miliardi di euro, cui dobbiamo sommare le risorse buttate dallo Stato negli aiuti qua e là. Stessa cosa dicasi per la Germania, la quale sta per varare un pacchetto di aiuti alle aziende da 65 miliardi di euro. Allora anche noi siamo alla frutta?

– Letta vuole abolire il Jobs Act, praticamente – giudizio personale – una delle poche cose sensate fatte dal Pd negli ultimi anni (sempre che quello di Renzi fosse davvero il Pd). Il tutto per tornare al modello spagnolo, con contrattazione collettiva e potere ai sindacati. Dio ce ne scampi

– vorrei solo farvi notare che in Germania Arcelor-Mittal sospenderà la produzione di due altiforni perché il tutto sarebbe “non concorrenziale” per colpa del caro energetico. Avete capito che qui sono cavoli amari?

– sondaggio sulle sanzioni alla Russia di Termometro Politico. La maggioranza vuole toglierle o rivederle. Visto l’aumento delle bollette, mi pareva scontato. Magari tra condizionatore e pace, gli italiani avrebbero pure fatto qualche sacrificio. Ma se la guerra dura troppo a lungo, alla fine non sono così convinto che siano tutti così contenti di restare al freddo, con le aziende chiuse o senza lavoro

– i suggerimenti per risparmiare gas e energia sono utili. Ma trovo demenziale l’idea che facendo bollire la pasta a fuoco spento risolveremo i problemi dell’Italia. Fosse stato così facile, come mai i nobel per la fisica non ce l’hanno detto prima?

– non sto scherzando: Carlo Cottarelli, che doveva essere uno dei candidati di punta del Pd, oggi al Fatto dice che lui nel collegio uninominale punta a perdere ma riducendo il divario con Daniela Santanché. Sono veramente alla frutta

– nella tragedia della guerra del gas dobbiamo trovare anche un po’ di spirito. Dopo aver sanzionato Putin e cercato in tutti i modi di redimerci dalla dipendenza dal suo gas, adesso si propone di venire in nostro aiuto nientepopodimenoche l’Iran. Cioè la Repubblica Islamica, che pure è sotto sanzioni. “I Paesi europei hanno problemi ad avere l’energia di cui hanno bisogno e se i negoziati avranno successo e le sanzioni unilaterali contro il nostro Paese saranno revocate, l’Iran potrà soddisfare una parte maggiore del fabbisogno europeo”, dice un portavoce iraniano. Sarebbe un po’ come cadere dalla padella alla brace. Ma viste le posizioni su Israele di alcuni militanti e candidati del Pd magari i dem sarebbero pure d’accordo…

– Calenda: “L’alleanza con Pd non la farò: l’avrei fatta prima”. Detto da quello che non avrebbe “mai fatto l’accordo con Renzi” non so se c’è da fidarsi

– “lite tra trans per il posto, grave una colombiana colpita con una spranga”. Secondo voi col Ddl Zan poteva essere accusata di omofobia?

– dieci punti allo chef Antonello Colonna, il quale fa ciò che i cronisti italiani non hanno avuto il coraggio di fare, troppo impegnati a sbavare dietro al Nobel Parisi: se la pasta la cuoci a fuoco spento, fa schifo e diventa gommosa

– viva la Ferragni che va a farsi l’aperitivo in elicottero sul ghiacciaio. Però ecco, forse è il caso se la smette con i suoi vari pistolotti di politica e morale. Perché se sei in e rispettosa dell’ambiente, forse l’ape vai a fartelo ai Navigli. Non in Svizzera consumando chissà quanti litri di combustibile fossile

– il leghista che fa il video con la rom e dice “votateci e non la vedrete più” farà tanto male alla Lega quanto la citofonata di Salvini a Bologna. Perché quegli elettori il Carroccio li ha già, non ha bisogno di avvicinarli. Non è più il tempo di citofonate varie

– in un form per l’iscrizione a un corso online oggi mi chiedono: “Nazionalità: italiana”. E poi subito sotto: “Sei straniero?”. È incredibile come la burocrazia sia in grado di rendere tutto veramente ridicolo

Carlo Calenda vorrebbe fare un governo di unità nazionale con Meloni. Lo afferma la mattina, poi la sera lo smentisce. Ormai Carlo è fatto così: ne dice di cotte e di crude di chiunque, però poi vorrebbe anche limonarci. Sotto sotto li odia ma anche li ama. Calenda twitta, ritwitta, twitta di nuovo. È tarantolato, fermatelo

Gazprom dice quello che tutti ci saremmo attesi: ovvero che il North Stream 1 probabilmente non riaprirà fino alla scomparsa delle sanzioni occidentali. Possiamo arrabbiarci ma ripeto: non chiamiamolo ricatto. Si tratta di una reazione alle nostre azioni. Sbagliata, ma in geopolitica funziona così

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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