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Caivano, Maria Paola morta per «un incidente»: la difesa di Michele Gaglione

Omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Il gip di Nola, Fortuna Basile, ha convalidato il fermo di pm. Resta in carcere Michele Antonio Gaglione, accusato di aver ucciso la sorella Maria Paola speronandola mentre era in scooter. Si è conclusa così al tribunale di Nola l’udienza preliminare nei confronti del trentenne del Parco Verde di Caivano accusato di aver provocato la morte della sorella Maria Paola facendola cadere dallo scooter sul quale la ragazza si trovava insieme al suo fidanzato Ciro Migliore. Gaglione si opponeva alla relazione della sorella, in quanto Ciro è trans, e già più volte aveva minacciato il ragazzo per costringerlo a lasciare Maria Paola.
Venerdì sera li ha visti sullo scooter e ha cominciato a inseguirli con la sua moto. In una stradina stretta, poi, li ha speronati. La sorella, cadendo, ha battuto la testa ed è morta. Nel corso dell’udienza, durata circa due ore e svoltasi in un clima drammatico, Gaglione si è difeso sostenendo che non voleva far del male alla ragazza, e confermando quindi la tesi difensiva sostenuta anche dai suoi familiari: cioè che si sia trattato di un incidente fortuito e non di una azione eseguita volutamente. Gaglione – che è assistito dall’avvocato Domenico Paolella e deve rispondere di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi – avrebbe detto al gip che per lui Maria Paola più che una sorella era quasi una figlia. Paolella ha detto che «la famiglia aveva perso le tracce di Maria Paola da qualche settimana. Ha fatto le valigie e se n’è andata. Quando Antonio l’ha vista in sella allo scooter, l’ha inseguita con la sua moto, ma per chiederle di tornare a casa, per parlarle, per farla ragionare. Era andata via senza spiegazioni e tutta la famiglia era disperata». In una conferenza stampa Ciro, il fidanzato di Maria Paola, ha dichiarato: «Non è vero che è stato un incidente. Mi è corso dietro, mi voleva per forza ammazzare. L’abbiamo incontrato per caso, me lo sono trovato dietro». Ciro ha raccontato che qualche giorno prima dell’accaduto «Michele è venuto sotto casa mia e mi voleva tagliare la testa, c’era anche mia madre, può confermarlo. Mi ha detto che mi avrebbe ammazzato. Mi diceva che non dovevo stare con la sorella altrimenti mi ammazzava». «La mia famiglia – ha aggiunto- mi vuole bene per quello che sono, non ce la faccio più. Doveva succedere a tutte e due. Io la voglio vedere per l’ultima volta Maria Paola».


14 settembre 2020 (modifica il 14 settembre 2020 | 15:45)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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