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Bufera Atp Finals, l’avvocato Bertucci (Aduc): Altro che Covid, venduti posti oltre i limiti. Ecco come essere risarciti

Avvocato Emmanuela Bertucci, migliaia di biglietti venduti anche un anno fa che vengono annullati a meno di 48 ore dall’inizio di un evento di rilevanza mondiale come le ATP Final di tennis. Com’è possibile?

“Si chiama prestito a tasso zero, gli Organizzatori hanno venduto migliaia di biglietti in più rispetto alla capienza attualmente consentita dalla legge. Facendo i conti della serva, il biglietto più economico costa 60 euro, i biglietti annullati sono almeno 15.000: quindi gli Organizzatori hanno illecitamente trattenuto 900.000 euro che devono restituire, ma che nel frattempo hanno in tasca, fra l’altro comunicando che le restituzioni avverranno – a loro comodo – a partire dal 1 dicembre secondo imperscrutabili “tempistiche amministrative”.

La Federazione Italiana Tennis e Nitto ATP sostengono che la capienza del Pala Alpitour sia stata ridotta al 60% solo ieri. Ma il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) non è il Governo. E il Governo, con decreto legge dello scorso 7 ottobre, ha stabilito che la capienza dei Palazzetti è del 60%. Quindi siamo di fronte a un overbooking non autorizzato?

“Non è così. La capienza dei palazzetti è stata, fino alla fine dell’estate, del 35%. E’ poi passata al 60% il 7 ottobre 2021 e da quel momento non c’è stata alcuna modifica normativa. Non è quindi vero che sia stata “ridotta”. Piuttosto, Federazione Italiana Tennis e Nitto ATP speravano in una deroga che non è arrivata, il che è ben diverso. E hanno venduto biglietti per posti a sedere che, al momento della vendita, non erano utilizzabili. Non si tratta di overbooking ma di vendere qualcosa che non si ha, che è ben diverso: un pò come se vendessi la fontana di Trevi nella speranza che, per quando dovrò consegnarla, sarà davvero mia…”

La rivolta social è in corso, anzi è un fiume in piena: centinaia di persone hanno acquistato i tagliandi molti mesi fa, quando la capienza era al 35%. Come possono essere stati tagliati fuori ora che la capienza è al 60%?

“Che non si sia trattato di un disguido dell’ultim’ora, lo dice prima di tutto la stessa società organizzatrice che nella mail che accompagna il biglietto scrive: “Qualora l’accesso all’impianto, per una determinata sessione e/o uno specifico settore dell’impianto, sia consentito in misura minore rispetto ai titoli di accesso venduti, l’eccedenza di questi ultimi sarà oggetto di annullamento, secondo l’ordine temporale di acquisto (a partire dall’ultimo), e sarà oggetto di ristoro nelle forme consentite dalle norme vigenti in materia”. Gli stessi Organizzatori ammettono di vendere biglietti in sovrannumero rispetto ai posti disponibili e una simile clausola, se contenuta nel contratto di acquisto (non certo in una mail successiva rispetto al momento del pagamento), sarebbe sicuramente vessatoria, poiché produce un evidente squilibrio a detrimento del consumatore, che paga qualcosa senza sapere se potrà averlo, lasciando all’organizzatore la decisione finale. Fra l’altro l’indicazione che ho riportato dice chiaramente che in caso di annullamento dei biglietti sarebbe stato rispettato l’ordine cronologico di vendita. Abbiamo invece notizia dell’annullamento di biglietti comprati a luglio del 2021. Gli Organizzatori quindi hanno annullato tutti i biglietti venduti successivamente?”

Cosa devono fare questi consumatori per tutelare i loro legittimi interessi? Stanze d’albergo, viaggi in aereo e in treno non sono più rimborsabili o annullabili se la comunicazione ufficiale dell’inammissibilità dei tagliando arriva a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento….

“Il mio consiglio è di provare comunque ad annullare e chiedere il rimborso di stanze d’albergo, treni, aerei e simili, e di tenerne traccia scritta per poter documentare, successivamente, di aver fatto del loro meglio per limitare il danno.

Gli Organizzatori, per contro, hanno ancora qualche ora per cercare di limitare il danno che loro stessi hanno causato, almeno ripristinando la cronologia inversa degli annullamenti. Annullando cioè i biglietti emessi più di recente e confermando i primi acquistati”.

Chi non si accontenta del solo rimborso del biglietto promesso dagli Organizzatori, può sperare di ricevere il rimborso delle spese sostenute in funzione dell’acquisto certificato del biglietto per le ATP Finals di Torino?

Chiariamo prima di tutto una cosa: i consumatori dovranno ricevere la restituzione di quanto pagato in denaro, e non in voucher, poiché non si tratta assolutamente di un evento cancellato o contingentato causa Covid. Secondariamente, i consumatori hanno diritto al rimborso ora, e non dal 1 dicembre secondo i desiderata degli Organizzatori. Terzo, suggerisco ai consumatori che si sono visti annullare il biglietto di inviare subito una pec o una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui chiedono la restituzione immediata dell’importo ed il risarcimento dei danni subiti a causa del grave inadempimento contrattuale, quantificati puntualmente negli importi spesi per l’organizzazione della trasferta (treni, aerei, alberghi, ecc.).

Noi come Aduc – Associazione Utenti e Consumatori APS – stiamo presentando una denuncia all’Antitrust per pratica commerciale scorretta chiedendo un intervento urgente dell’Autorità e chiediamo ai malcapitati di fare altrettanto sul sito web dell’Antitrust (https://www.agcm.it/segnala-online/come-segnalare) affinchè l’Autorità percepisca la rilevanza numerica ed economica della vicenda. Bisogna anche verificare se vi siano aspetti di rilievo penale che debbano essere segnalati alla Procura della Repubblica di Torino”.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 13 Novembre 2021, 22:33
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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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