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Botte, nervi tesi e nessun gol tra Argentina e Brasile: ma Messi vola in Qatar

Sfida con poche occasioni ma tanti calcioni a San Juan, con Lautaro costretto a uscire a fine primo tempo per una botta. La Seleçao coglie un legno con Fred,il pareggio consente all’Albiceleste di strappare il pass mondiale con 4 giornate di anticipo

Poco spettacolo e tanto agonismo, spesso oltre il limite del regolamento. Questo il succo del “clasico” sudamericano andato in scena nella notte a San Juan, dove l’Argentina ha suggellato la qualificazione mondiale già messa in cassaforte dal Brasile qualche giorno fa. A Messi e compagnia è bastato lo 0-0, risultato che consente a Scaloni di prolungare la serie positiva a 27 risultati consecutivi.

Complici le ruggini lasciate dall’ultimo scontro diretto sospeso a inizio settembre, la sfida si è presto tradotta in una sorta di regolamento di conti tra entratacce, provocazioni e battibecchi. A uscirne peggio è stato il brasiliano Raphinha, vittima di una gomitata di Otamendi non vista dall’arbitro. Ma ne è uscito malconcio anche Lautaro, costretto a lasciare il campo dopo il primo tempo per lasciare il posto a Correa. A precedere il calcio d’inizio, il saluto e l’incoraggiamento della Seleccion per il Kun.

la partita

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Primo tempo equilibrato, con un avvio aggressivo della Seleçao e una grossa occasione al 17’ sull’asse Paquetà-Vinicius conclusa da uno scavetto di quest’ultimo a lato di poco. Dalla mezzora in poi, quando Messi ha trovato spazio per agire arretrando il raggio d’azione, meglio l’Argentina. La squadra di Scaloni ha guadagnato terreno progressivamente, impensierendo Alisson con un tentativo di Lautaro ribattuto da Marquinhos e un destro a giro di De Paul respinto a fatica dal portiere dei Reds. Stessa musica nella ripresa, con la Seleçao che ha risentito dell’assenza di Neymar (fuori causa per un problema muscolare) nonostante le buone prove di Vinicius e soprattutto di Raphinha, non caso il più bersagliato dai difensori rivali. Il Brasile può recriminare per una traversa colta da Fred nella ripresa con un tiro da fuori area, ma l’Argentina ha comandato il gioco per lunghi tratti. Messi ha evidenziato un po’ di ruggine sotto porta, collezionando appena un sinistro fuori misura e un tentativo bloccato da Alisson. A conti fatti, il pareggio non fa una piega.

nervi tesi

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Peccato per la tensione e il nervosismo che, complice l’indulgenza dell’arbitro Cunha, hanno rischiato di mietere infortuni. A scaldare gli animi dopo una manciata di minuti ci ha pensato una dura entrata di Romero su Vinicius, con conseguente faccia a faccia a muso duro. Da lì in poi è stata una costante escalation tra falli da dietro, calci, gesti di reazione e una violenta gomitata ai danni di Raphinha, costretto a chiudere la prima parte con il labbro sanguinante per il duro colpo ricevuto da Otamendi (inspiegabilmente graziato dall’arbitro e dal Var). A rimetterci sono stati in tanti, compresi Romero e Lautaro Martinez: entrambi sono stati costretti a chiedere il cambio in anticipo, il Toro durante l’intervallo in seguito a due violente entrate rimediate nella seconda parte del primo tempo. Le recriminazioni di Messi a fine gara in un breve faccia a faccia con l’arbitro la dicono lunga sul clima di nervosismo che ha pervaso l’intera serata a discapito dello spettacolo e dell’integrità dei giocatori in campo.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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