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Borsa, quanto più è alta quanto più si farà male quando cade

Quando facevo l’agonista nel judo c’era una battuta, forse tratta da un noto film western, che serviva a rincuorare gli atleti che nelle gare a squadre dovevano affrontare per riempire dei vuoti di categoria un avversario di una categoria superiore: la domanda era “hai visto come è grosso quello ?” e la risposta era sempre e comunque “e chissenefrega, più grosso è più fa rumore quando lo sbatto giù”.

Non so perché ma è da diverse settimane che quando guardo il Nasdaq mi viene da pensare la stessa cosa. E dico questo con la convinzione, a mente fredda, che il quadro macro non sia minimamente cambiato ovvero per il momento di inflazione non se ne vede ancora l’ombra, ma solo la paura. Tutti parlano del ritorno dell’inflazione che è come dire che una cosa che sale prima o poi scende. Vero. Il problema è quando.

Di seguito mostro il grafico dell’andamento tipico di un rialzo: noi siamo sicuramente nella parte dell’ “euforia”, del momento in cui si scrive che “tutto da oggi in poi sarà diverso, è un nuovo paradigma” e non ci si rende conto che il mondo è andato troppo in fretta, che i cambiamenti hanno bisogno di tempo per radicarsi. Mi ricordo il 1999, è vero, anche io pensavo allora “questa volta è diverso”.

E qui viene l’esperienza. Il gioco a cui stiamo giocando ora è quello del cerino, non so se l’avete capito. Non importa come comprate, importa come vendete e soprattutto come prenderete l’ultima perdita, abbastanza in fretta per non rimetterci tutto il resto.

Questo è il gioco.

Sempre più spesso mi scrivono lettori che mi chiedono della borsa e mi dicono “ah mi vorrei iscrivere alla sua newsletter perché vedo che ci prende sempre” e la risposta è sempre la stessa “per il momento non ha bisogno di iscriversi alla mia newsletter, basta comprare qualsiasi titolo e questo sale. Avrà bisogno della newsletter quando si tratterà di vendere e nessuno vorrà farlo perché tutto crolla o ancora peggio perché decideremo di non prendere l’ultimo treno del rialzo, quello più rischioso, e siccome l’uomo è avido di natura (me compreso ovviamente) questa è la tentazione più difficile da sopportare”.

Un indicatore terribile dei rialzi è quando il numero di abbonati alle newsletter raddoppia: vi assicuro che siamo in un momento simile, tutti ora comprano libri di borsa, corsi di borsa, newsletter, software e via andare. La frenesia è in corso, siccome tutti guadagnano e lo raccontano al bar l’italiano medio ha scoperto che esistono i mercati finanziari e le “azioni cannabis nasdaq” sono una delle keyword più in di moda oggi sui motori di ricerca

Vi mostro il livello di follia raggiunto dalle Borse Usa:

La linea nera è il volume di trading sulle Borse USA: siamo ai massimi del 2009 durante il crollo.

Questo che segue è il rapporto tra azioni cicliche e difensive: il rapporto di nuovo è sui massimi precedenti addirittura del 1999.

E di nuovo mostriamo un grafico che già i lettori conoscono: il rapporto azioni put / call che è ai livello del 2011.

Morale: continuiamo a giocare al gioco del cerino ma pronti a vendere in perdita se ce ne sarà l’occasione. Non dovete investire con la “speranza” perché la “speranza” in Borsa è la via più dritta per il cimitero.

Ma veniamo al gioco del cerino su 3 titoli:

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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