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Bonus bloccato, precari dello sport ancora in piazza

di Andrea Gianni A maggio dell’anno scorso si erano presentati davanti allo stadio di San Siro con i loro abiti da lavoro: cuffia, costumi e occhialini, kimono, pantaloncini e scarpe da tennis. Una protesta in un luogo simbolico, tempio del calcio dai compensi stellari, messa in atto dai collaboratori sportivi senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. Da allora, con palestre e piscine aperte e poi richiuse a causa…

di Andrea Gianni

A maggio dell’anno scorso si erano presentati davanti allo stadio di San Siro con i loro abiti da lavoro: cuffia, costumi e occhialini, kimono, pantaloncini e scarpe da tennis. Una protesta in un luogo simbolico, tempio del calcio dai compensi stellari, messa in atto dai collaboratori sportivi senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. Da allora, con palestre e piscine aperte e poi richiuse a causa della seconda ondata, poco è cambiato. E i bonus hanno portato solo una piccola boccata d’ossigeno per una galassia che solo nella Città metropolitana di Milano conta circa diecimila lavoratori, da chi vive di sport a chi invece studia o fa un altro lavoro e arrotonda con corsi, lezioni e allenamenti. Lavoratori che giovedì mattina torneranno in piazza a Milano per far sentire la loro voce in una giornata di mobilitazione regionale organizzata da Scl e Nidil Cgil.

“I bonus si sono fermati a dicembre – spiega Francesco Aufieri, segretario generale della Slc-Cgil di Milano – e migliaia di lavoratori in città si trovano in una condizione drammatica. Per questo il nuovo Governo deve affrontare subito questa questione, è necessario pianificare una riapertura in sicurezza degli impianti sportivi”. Il sussidio statale, che finora è stato erogato da Sport e Salute Spa, è uno dei punti interrogativi sul tavolo, perché la crisi politica e il cambio alla guida del Paese hanno bloccato anche il via libera al nuovo bonus mensile di 800 euro, che dovrebbe coprire il periodo gennaio-marzo. Il mondo dei collaboratori sportivi è quindi appeso alle decisioni del Governo Draghi. Giovedì mattina, quindi, i lavoratori si riuniranno davanti alla Prefettura di Milano per lanciare un messaggio a Roma: “I sussidi sono fermi a dicembre, il progetto di riforma dello sport sta per decadere, c’è incertezza sulle deleghe governative, non si parla più di riaperture in sicurezza”. Una lettera a Draghi era stata già inviata nei giorni scorsi dai sindacati Slc-Cgil, Fisascat-Cisl e Uilcom-Uil, chiedendo di “operare affinché non si interrompa l’iter legislativo della legge delega sullo sport e sul lavoro sportivo”. Ora si attendono risposte.

Fonte: ilgiorno.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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