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Bonomi: «Verso nuovo umanesimo industriale. Serve rivoluzione nei tempi di lavoro». Il monito del …

Più di 5mila imprenditori, per questa occasione accompagnati dalle proprie famiglie, si sono dunque dati appuntamento per partecipare a un evento straordinario: l’Udienza del Santo Padre Francesco all’assemblea di Confindustria. L’appuntamento che si è aperto con la relazione del presidente Carlo Bonomi cade nel clou nel confronto politico preelettorale e dell’emergenza economica innescata dai costi dell’energia ma sarà una occasione per “parlare al Paese”, sottolineando l’equidistanza sempre proclamata nei rapporti con la politica e senza cadere nel rischio di “farsi tirare la giacca” in vista del voto. In primo piano i valori dell’impresa e del lavoro.

Bonomi: sostenibilità sociale unica dimensione possibile per crescere

«Gli obiettivi di sostenibilità – ha sottolineato Bonomi – non devono essere solo uno slogandi marketing. Al contrario, la sostenibilità sociale, fondata sul valore del lavoro, è per noi l’unica dimensione possibile per continuare a crescere». «Noi, ogni giorno, ci confrontiamo con le tumultuose trasformazioni del lavoro che sono in corso, basate sui bisogni e sui desideri delle persone. Dalle trasformazioni tecnologiche e dalla sfida dei mercati internazionali – ha argomentato Bonomi – siamo già stati spinti a darci leadership cooperative fondate su deleghe, autonomia e fducia verso i collaboratori, lontane anni luce dai vecchi modelli di comando gerarchico. Sappiamo bene che incentivare creatività e passioni accelera la possibilità di realizzare, con l’innovazione, strade inesplorate. Ma per conquistare un futuro, bisogna prima immaginarlo. Il nostro più grande auspicio è di lavorare insieme a tutti gli attori del variegato ecosistema sociale e territoriale del nostro Paese. Per raccoglierne gli stimoli e restituire soluzioni comuni ai problemi da affrontare».

Tema salario minimo per legge non ci tocca, altri si oppongono

Secondo il numero uno di Confindustria, «il criterio per definire un lavoro “degno” non è solo quello monetario. Nel nostro Paese – ha ricordato Bonomi – in troppi settori l’offerta di lavoro continua a essere caratterizzata da infime retribuzioni. Questo non riguarda in alcun modo l’industria. Quelli non siamo noi! Ecco perché il tema dell’intervento per legge sul Salario Minimo non ci tocca. A essersi opposti sono altri settori, sui quali bisognerebbe, invece, avere il coraggio di intervenire. Al di sopra della soglia del Salario Minimo vi sarebbe poi il TEM, la retribuzione minima fissata dai contratti vigenti, perché l’estesa contrattazione italiana è una virtù riconosciuta anche dall’Europa e non va azzerata fissando per legge il trattamento economico complessivo (TEC), che va lasciato ai contratti».

Serve rivoluzione nei tempi di lavoro, non discriminare donne e giovani

«Serve una rivoluzione nei tempi ordinari di lavoro – ha affermato Bonomi – : perché la cura parentale di bambini e anziani deve essere compatibile con il lavoro e, anzi, dovrebbe essere incoraggiata fiscalmente, se vogliamo al contempo più nascite e più anziani attivi». «Come dissi nel 2020, alla mia prima Assemblea nazionale da Presidente di Confndustria, abbiamo la responsabilità di non discriminare le donne ed i giovani in termini di opportunità di carriera, retribuzione, conciliazione vita-lavoro, anche potenziando il welfare aziendale loro rivolto».

Superare la strategia del prepensionamento, imprese pronte

Nel suo intervento, Bonomi ha affrontato anche il nodo pensioni. «Purtroppo – ha affermato -, siamo l’unico Paese al mondo in cui si parla di pensioni appena si inizia a parlare di lavoro. La dignità e libertà del lavoratore over sessantenne non si tutela con il prepensionamento, ma continuando a offrirgli mansioni coerenti all’esperienza preziosa che ha maturato e può trasferire». «S’impone una svolta radicale nella destinazione della spesa sociale – ha continuato -, che non può più essere concentrata a favore dei prepensionamenti ma va riorientata a favore delle persone più svantaggiate. Serve urgentemente un’anagrafe digitale dell’assistenza sociale per garantire in tempo reale a tutte le articolazioni dello Stato piena conoscenza dei benefici erogati a ciascun cittadino. Una proposta che consentirebbe di stimare ex ante gli effetti delle misure adottate e permetterebbe ex post maggiore trasparenza ed equilibrio. Serve una rivoluzione del ciclo vitale di lavoro per la quale noi imprese siamo pronte offrendo la possibilità a chi ha maggior anzianità di continuare nel lavoro con qualifiche diverse commisurate al minor impegno fisico e di tempo. Lo Stato ha la responsabilità di superare la strategia del prepensionamento, perché abbiamo bisogno sia di più occupati giovani sia di più occupati tra gli over sessantenni. I Paesi con tassi di attività più elevata tra la popolazione “anziana” hanno anche il tasso di attività più elevato tra i giovani. Non è vero – ha messo in evidenza il presidente dell’associazione datoriale – che più anziani escono dal mondo del lavoro e più giovani vi entrano. Non dare futuro alle nuove generazioni è la più grande forma di diseguaglianza e mancanza di responsabilità della società nei loro confronti. Più una economia funziona bene, più ci sarà spazio per tutti».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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