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Bonomi: «Spesi 100 miliardi ma nodi irrisolti, vogliamo i contratti ma siano rivoluzionari»

il presidente di confindustria

Lettera del leader degli industriali ai presidenti di tutte le associazioni del sistema Confindustria in occasione dei suoi primi 100 giorni al vertice della Confederazione: «Respingiamo polemiche e intimidazioni»

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(IMAGOECONOMICA)

Lettera del leader degli industriali ai presidenti di tutte le associazioni del sistema Confindustria in occasione dei suoi primi 100 giorni al vertice della Confederazione: «Respingiamo polemiche e intimidazioni»


6′ di lettura

«Seppur vero che nessuno era preparato a gestire gli effetti di una pandemia di questa natura è altrettanto vero che tutti i provvedimenti messi in campo in questi mesi, che hanno impegnato risorse ingenti per circa 100 miliardi di euro, non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese».

Il leader degli industriali, Carlo Bonomi, lo scrive in una lunga lettera interna inviata ai presidenti di tutte le associazioni del sistema di Confindustria in occasione, scrive, dei “primi 100 giorni da quando mi avete eletto”. Tra le molte riflessioni, in otto pagine, delle “misure pubbliche” in questi mesi di emergenza dice: “Ci hanno visto esprimere una forte criticità di fondo, rispettosa delle prerogative del Governo, ma fin qui irrisolta”; “I numerosi interventi specifici, i bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo”.

«Sì al rinnovo dei contratti ma li vogliamo rivoluzionari»

“All’accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Confindustria di non volere i contratti abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare. Solo che li vogliamo ‘rivoluzionari’” scrive il leader degli industriali. Contratti rivoluzionari “rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari”. “Non perché siamo rivoluzionari noi, aggettivo che proprio non ci si addice, ma – spiega – perchè nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa”. Bonomi, in vista del tavolo con i sindacati del 7 settembre, indica agli industriali che è una posizione da sostenere “con grande energia”, con “chiarezza e fermezza”, con “tutto l’equilibrio ma anche con tutta la risolutezza necessaria”.

«Cig per tutti e stop licenziamenti un errore»

La scelta del governo di estendere gli ammortizzatori sociali e vietare per legge i licenziamenti nel pieno dell’emergenza Covid “poteva essere giustificata”, ma “protrarla ad oltranza è un errore molto rischioso” scrive Bonomi. “Più si protrae nel tempo il binomio ‘cig per tutti-no licenziamenti’ più gli effetti di questo congelamento” del lavoro “potrebbero essere pesanti, in termini sociali e per le imprese”, afferma. Per alcune, questa sorta di “anestesia” potrebbe significare “’al risveglio’ l’avvio di procedure concorsuali”. Bonomi rilancia, invece, la necessità di una riforma delle politiche per il lavoro “profondamente diverse”, orientate verso politiche attive e non passive, già a cominciare dalla prossima legge di Bilancio. Una riforma “complessiva e di sistema”.

Le politiche attive del lavoro

Le politiche attive del lavoro “non possono essere attuate con il Reddito di cittadinanza”, la cui attuale configurazione va “smontata”, sostiene Bonomi. Bisogna “superare i limiti” dell’attuale sistema delle politiche del lavoro, puntando tra l’altro su formazione e riqualificazione professionale, ricollocazione e reimpiego, sottolinea inoltre il presidente di Confindustria facendo riferimento alla proposta di riforma “complessiva”, in dieci punti, inviata a metà luglio al governo e ai sindacati, “a fondamento della richiesta di non prorogare il blocco dei licenziamenti”. A questa proposta, prosegue, “il governo non ha risposto e ha confermato il divieto. Il ministro Catalfo ha nominato una sua commissione tecnica di elaborazione di proposte, in cui le imprese non ci sono”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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