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Bonfiglioli e il nuovo Evo

Prendete una due giorni di primavera, baricentro nella Via Emilia, con un’incursione prima a Bologna poi a Forlì, nel comune denominatore di Bonfiglioli. Non aspettatevi il convenzionale tripudio di anticipazioni civettuole, né una vernice auto-apologetica. Il 27 e il 28 aprile sono stati certamente l’occasione per aggiornare il manifesto tecnologico, a colpi di riduttori e inverter, e per condurci nel “ventre della balena”: l’avveniristico quartier generale alle porte del capoluogo emiliano, battezzato Evo, e il rinnovato impianto produttivo romagnolo.

Ma non finisce qui, anzi. La nostra impressione è che Bonfiglioli abbia tutte le carte in regola per riscrivere il paradigma attuale, trascendere quindi le usuali declinazioni applicative e abbracciare un linguaggio più universale.  Per essere chiari fino in fondo, se le politiche espansive sono tuttora consentite dalle quote di mercato che Bonfiglioli detiene nell’off-highway, tipicamente nel movimento terra, e dalla consacrazione nell’eolico, i componenti chiave del paniere Bonfiglioli si candidano a ritagliarsi quote crescenti di mercato in settori chiave come l’automazione industriale e la robotica, la filiera dello smaltimento rifiuti, le rinnovabili, e non ci riferiamo alle sole turbine, addirittura nella mobilità elettrica.

L’estrema specializzazione dei processi di riconversione degli asset industriali ai dettami dell’Internet delle cose e del 4.0, includendo il processo di elettrificazione veicolare, impongono competenze ultra-specifiche. Bonfiglioli dispone delle conoscenze ingegneristiche e della pratica empirica (s’intende la letteratura scritta dalle applicazioni, con le applicazioni) per disciplinare la riduzione della velocità, coppie massive di trasmissione e carichi onerosi. L’esperienza maturata nella definizione delle frequenze e degli altri parametri relativi alla corrente è il passepartout per frequentare i “salotti buoni” della rivoluzione digitale. A questo proposito il percorso intrapreso da Bonfiglioli contempla la valorizzazione e l’implementazione delle risorse interne, senza ricorrere a sistematiche politiche di M&A, come avviene per altri attori della powertrain. 

La visita a Evo ha sancito l’archiviazione del biennio pandemico (facendo ovviamente i debiti scongiuri), suggellata dal fatidico traguardo del miliardo di fatturato del 2021 (1.072 milioni). È il Ceo, Fausto Carboni (al centro, nella foto sopra), ad aprire le danze, affrescando un quadro a tinte globali, sia in termini di diversificazione delle competenze e dei bacini di interesse, che della distribuzione geografica sullo scacchiere planetario. Intensificato il regime produttivo in America, che produce oltre il 20 per cento del fatturato e dove l’eolico esprime al meglio le sue potenzialità, confermato il ruolo pivotale nel subcontinente indiano, dove è in corso di realizzazione un secondo stabilimento, dedicato ai riduttori per utilizzi heavy-duty. Insomma, se la tendenza alla diversificazione emerge prepotentemente dalla narrazione del gruppo bolognese, questo processo non ostacola il consolidamento nel “giardino di casa”, come è a tutti gli effetti il comparto delle macchine per l’edilizia. Non è casuale che Bonfiglioli sia sodale di Jcb e Caterpillar, tra gli altri, che a quelle latitudini tinteggiano di giallo la quinta dei cantieri.

Il raddoppio produttivo in India sarà completato nel 2023, lo stesso anno che sancirà il completamento del quartier generale bolognese. Questa è solo una delle quattro “spunte” nei cosiddetti “highlight” della capacità manifatturiera: oltre alla presentazione di Evo e alla seconda fabbrica in India, Bonfiglioli ha acquisito Sampingranaggi, per consolidare la capacità attrattiva e ideativa nella robotica, e ha enfatizzato il radicamento nella produzione di energia rinnovabile. È infatti presente a livello manifatturiero in quattro continenti, per la precisione in Italia, India, Cina e Brasile.

Da non trascurare il fatto che l’interpretazione del termine “rinnovabili”, per Bonfiglioli, è coestensiva dell’energia solare e della fermentazione anaerobica delle biomasse. Quest’ultimo ambiente si aggancia, peraltro, alla filiera dello smaltimento e valorizzazione dei rifiuti, che legittima la partecipazione alla scorsa edizione di Ecomondo – Key Energy (nel box dedicato, trovate una sintesi della chiacchierata, fatta allo stand riminese, proprio con il Ceo). Come rilevato durante l’evento, biogas significa anche reforming, quindi biometano, risorsa stimolata dal programma REPowerEU. Nell’ambito della generazione di energia da residui di matrice agricola e silvicola, Bonfiglioli dispone della soluzione combinata di riduttori, motori elettrici e inverter, capaci di assecondare coppie anche superiori ai 100 kNm. Del solare citiamo solamente un dato: la previsione di crescita del 68,3 per cento su base annua. (…)

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Fonte: dieselweb.eu

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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