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Boeing caduto in Indonesia: l’aereo ha avuto per 65 volte lo stesso difetto (mai riparato) prima…

di Leonard Berberi

Pubblicato il rapporto finale sul disastro aereo che ha provocato 62 vittime. Il comandante morto aveva avuto lo stesso problema anche un anno prima. Ecco i dettagli

Il Boeing 737 della compagnia indonesiana Sriwijaya Air precipitato in mare con 62 persone a bordo subito dopo il decollo — il 9 gennaio 2021 — aveva avuto per 65 volte in otto anni lo stesso problema al sistema di controllo della potenza dei motori. Ma l’aviolinea non è mai riuscita a riparare il malfunzionamento. E i piloti, male addestrati, si fidavano così tanto della tecnologia del velivolo da rispondere in modo insufficiente alla situazione di emergenza. Per una incredibile coincidenza, poi, il comandante Afwan, morto nell’incidente, aveva già riscontrato lo stesso difetto in un volo del 15 marzo 2020. Quella volta se l’era cavata.

Leggi qui il rapporto finale sull’incidente (in inglese)

Il volo

L’ultimo dettaglio compare a pagina 102 del rapporto finale dell’indagine sul volo SJ182 Giacarta-Pontianak, nel Borneo. Il Boeing 737-500, di quasi 27 anni, si è inabissato alle 14:40 locali (le 7:40 del mattino in Italia) con 50 passeggeri, 6 membri dell’equipaggio e 6 colleghi in viaggio per prendere servizio in seguito.Il volo è decollato alle 14:36. Dopo aver lasciato la pista e una volta virato a destra dalla cabina i piloti hanno chiesto l’autorizzazione a salire a 29 mila piedi di quota (circa 8.800 metri). Ma alle 14:39 il velivolo — che in quel momento si trovava a 3.350 metri d’altitudine — ha iniziato a scendere quasi in picchiata verso il mare, perdendo 3,05 chilometri in meno di un minuto.

I problemi

Il documento — che si è avvalso anche della consulenza delle autorità americane e del produttore Boeing — punta il dito contro la compagnia aerea e le sue pratiche, sottolinea l’incapacità di risolvere il problema al sistema ed elenca anche tutte le volte — 65 appunto — in cui i piloti hanno segnalato sui fogli appositi il malfunzionamento all’automanetta dei motori tra il 2013 e il 2021. Quando il velivolo, il 9 gennaio 2021, era vicino alla quota desiderata i motori avrebbero dovuto ricevere una spinta minore rispetto a quella del decollo.

Le riparazioni mai effettuate

Ma, sottolinea il rapporto finale, il sistema di controllo della potenza dei propulsori — che aiuta i piloti a ridurre il carico di lavoro e risponde anche agli input del pilota automatico (quando attivato) — non poteva funzionare in modo adeguato perché il difetto meccanico non è stato mai riparato negli anni. E così quando il meccanismo automatico è dovuto intervenire per abbassare la potenza ha finito per ridurla ulteriormente sul motore sinistro (del 66% rispetto alla spinta massima), mentre quello destro ha proseguito con una spinta al 92% creando uno sbilanciamento.

Il «buco» di 17 secondi

A quel punto — e intanto sono passati circa 17 secondi — i piloti hanno tentato di rimettere nella posizione giusta il Boeing, ma senza successo. Il velivolo ha virato ulteriormente a sinistra, ormai fuori controllo. Nel documento si legge che proprio in questi 17 secondi le indagini non sono riuscite a capire cosa abbiano fatto comandante e primo ufficiale. Nemmeno i dati estratti dalle due scatole nere — in particolare il «Flight data recorder», che registra centinaia di parametri del volo — fanno luce sulle azioni. Ma, mettono nero su bianco gli esperti, «17 secondi sono sufficienti ai piloti per riprendere in mano il velivolo».

La formazione sotto accusa

Ma l’addestramento non è risultato adeguato e questo ha contribuito all’incidente, spiega il capo del team investigativo Nurcahyo Utomo. Che sottolinea come l’altro aspetto critico sia stato l’affidarsi troppo ai sistemi automatici del Boeing 737-500 che potrebbero aver comportato un monitoraggio inadeguato in cabina delle condizioni di volo. Il tutto unito alle nuvole all’orizzonte non avrebbe fatto capire subito ai piloti che l’aereo stava virando a sinistra in modo pericoloso.

Il comandante

Nell’incidente, come scritto, colpisce il doppio problema per il comandante Afwan (gli indonesiani appartenenti ad alcune comunità locali non hanno cognome, ndr). Il secondo gli è stato fatale. L’uomo, che aveva 54 anni, lavorava in Sriwijaya Air dal novembre 2014 — si legge nel rapporto finale —, aveva ottenuto la licenza di volo nell’agosto 1997 e aveva alle spalle 17.904 ore e 12 minuti di cui 9.023 ore su un Boeing 737 con l’indicazione medica di «indossare gli occhiali per vedere da vicino».

14 novembre 2022 (modifica il 14 novembre 2022 | 11:35)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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