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Bibbiano, processo Angeli e Demoni, Claudio Foti condannato a quattro anni

Claudio Foti
Claudio Foti

È stato condannato per lesioni e abuso d’ufficio a quattro anni Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare del noto studio di cura torinese «Hansel&Gretel» nel rito abbreviato per la vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza. Cade, invece, l’accusa di frode processuale. Assolta invece totalmente l’assistente sociale Beatrice Benati, l’unica altra imputata ad aver scelto il rito abbreviato, perché il fatto non sussiste.

Ressa di giornalisti fuori dal tribunale

La Procura aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (ipotesi di reato formulata per la presunta alterazione psichica di una paziente). Il gup Dario De Luca del tribunale di Reggio Emilia, oggi, si è ritirato in camera di consiglio attorno alle 12.30. Fuori decine di giornalisti in attesa della sentenza, fin dalle prime ore del mattino. Alle 15, l’esito di uno dei giorni clou del caso che da tempo è sotto i riflettori nazionali. Sia lo psicoterapeuta Foti, titolare del noto studio di cura torinese «Hansel&Gretel», che Beatrice Benati, assistente sociale dell’Unione val d’Enza, hanno scelto il rito abbreviato. Per il primo, il sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare del fascicolo, aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (ipotesi di reato formulata per la presunta alterazione psichica di una paziente), mentre per la seconda ha chiesto un anno e sei mesi di condanna con le accuse di violenza privata e tentata violenza privata.


Claudio Foti e Federica Anghinolfi
Claudio Foti e Federica Anghinolfi
L’inchiesta e il caso nazionale

L’inchiesta a giugno 2019 deflagrò, e da una piccola porzione di Emilia planò come una bomba sul resto d’Italia. Dopo l’esplosione, ci furono mesi e mesi di rilascio graduale, ma costante, di onda mediatica. Bibbiano divenne il centro di tutto, anche se è solo uno dei paesi che compongono l’Unione della Val d’Enza. Ma siccome il primo cittadino, Andrea Carletti, è accusato di abuso d’ufficio, l’indagine prese rapidamente il suo volto, e poi quello di Foti e quello di Federica Anghinolfi, ex responsabile del Servizio minori. Tanti indagati e tante (e ben diverse) posizioni. Oggi una prima risposta. Salvi aveva chiesto per Foti sei anni, al termine di una requisitoria durata sette ore nella quale la pm ha tuonato parlando di «profitto realizzato sulla pelle dei bambini», con riferimento ai costi delle terapie eseguite da Foti, più alte della media. L’imputato si è sempre proclamato innocente, definendo «falsità» quelle che l’accusa attribuisce al suo lavoro di psicoterapeuta che svolgeva per «La Cura», un centro specializzato nel trattamento dei minori vittime di abuso aperto a Bibbiano pochi anni fa.

L’attività delle cure

Oltre che sulle modalità della sua attività, nell’indagine è entrata la modalità di affidamento di queste cure proprio alla Hansel&Gretel di Torino. Secondo gli inquirenti, affidamenti conferiti dall’amministrazione in maniera non conforme alle normative. In Val d’Enza negli ultimi anni si sono registrati casi di minori maltrattati in numero molto più alto che nel resto della regione: per le difese, ma anche secondo gli stessi indagati, numeri che testimoniano la bontà del lavoro di psicologi e assistenti sociali nel far emergere questi abusi. Secondo gli inquirenti, numeri che simboleggiano una sorta di schema che avrebbe portato, nel tempo, un gruppo di lavoro a interpretare in maniera sbagliata segni e parole dei bambini. «Non do da mangiare al lupo di Bibbiano», ha detto un ristoratore reggiano proprio a Foti, che nei giorni scorsi, alla vigilia dell’ultima udienza, era entrato nel locale di un albergo per cenare. Gli inquirenti hanno sempre ripetuto come non esista «un sistema Val d’Enza» e come le persone indagate vadano considerate nelle singole posizioni.

Sindaco a giudizio

Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, ma prosciolto dalle accuse di falso. È la decisione del Gup di Reggio Emilia, sugli affidi illeciti in Val d’Enza. Il processo, in pratica, dovrà verificare se sia stata commessa qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto concernente il servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei Comuni. «La sua posizione – commenta l’avvocato Giovanni Tarquini – è stata ulteriormente alleggerita».

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11 novembre 2021 (modifica il 11 novembre 2021 | 16:52)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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