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Berrettini, erba voglio Può già volare tra i grandi

di Paolo Franci

C’è questa storia, bellissima al Queen’s di Londra, dove Matteo Berrettini ha appena conquistato la finale contro il croato Krajinovic, che richiama a sette magnifici eroi. E già qui siamo nel mitologico grazie all’accostamento al film-leggenda con Yul Brinner, Steve McQueen, Charles Bronson e una carriolata di super star, “I Magnifici Sette“, il western-capolavoro di John Sturges. Niente pistole però qui, ma racchette e attico nell’Olimpo del tennis.

E già perchè sull’erba londinese, due volte di fila hanno vinto solo in sette. E sono sette giocatori pesantissimi per carriera e pedigree. Partiamo dal tifo e dalla speranza che questa supernova romana – Matteo Berrettini che da quando è rientrato le ha vinte tutte, alzando il trofeo del ’250’ di Stoccarda – sia accecante anche nel torneo ’spalla’ di Wimbledon, il Queen’s, contro il numero 48 del mondo, il 30enne croato Filip Krajinović, che ha battuto Cilic con un doppio 63. Matteo si gioca la possibilità di fare il bis – o scorso anno ha battuto Norrie in finale – dopo aver messo sotto in due set (64, 63) l’olandese Botic Van De Zandschulp, n° 29 Atp.

Il primo a firmare il “back-to-back” dell’era open al Queen’s è stato Il Genio. E cioè John McEnroe nel 1979-80 battendo prima Pecci e poi Warwick in finale. Due anni dopo, nel 1982-83 è Jimmy Connors ad infilare il ’double’, battendo per due volte McEnroe. Nell’87-88 è Boris Becker a mettere in fila due alzate di coppa, mettendo in fila Connors ed Edberg. Nei due anni successivi (89-90) Becker, con van Rensburg, sarà vittima di Ivan Lend. Si dovrà attendere il nuovo millennio per un’altra doppietta, questa volta firmata Australia. Lleyton Hewitt è il dominatore del Queen’s che centrerà la prima tripletta consecutiva della storia tra il 2000 e il 2002 contro Sampras e due volte contro Tim Henman.

Tripletta irripetibile? Neanche per sogno perchè appena un anno dopo, nel 2003, l’americano Andy Roddick mettera in fila tre dei suoi quattro successi al Queen’s battendo due volte Grosjean e una volta il croato Karlovic. E siamo all’ultimo l’ultimo “back-to-back champion” in ordine di tempo, con un idolo di del Regno Unito, l’ex numero uno del mondo Andy Murray, battuto in finale da Berrettini a Stoccarda. Murray ha alzato il trofeo nel 2015 contro il sudafricano Kevin Anderson e l’anno successivo contro Milos Raonic. Il britannico tra l’altro, vanta il maggior numero di tornei vinti al Queen’s, ben cinque. Matteo punta dunque la doppietta contro Krajinović ed è carichissimo: “E’ stato un match molto duro ma ho giocato il match più bello della settimana. La finale? Posso fare bene”.

Fonte: quotidiano.net

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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