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Berrettini: “Due titoli dopo l’operazione, è incredibile… Ci vediamo a Wimbledon”

Matteo durante la premiazione al Queen’s non nasconde l’orgoglio: “Quando arrivo al club mi emoziono a vedere chi l’ha vinto prima di me. E se penso a come faticavo all’inizio…”

Che rumore fa la felicità? Forse quello morbido e frusciante dell’erba. O ancora di più quello di una palla scagliata a duecentoventi orari per chiudere una doppietta che sa di leggenda. Matteo Berrettini, re del Queen’s per la seconda volta, è commosso quando riceve il grande trofeo in argento che mai nessun italiano nella storia era riuscito conquistare. Figuriamoci due volte: “Sono davvero troppe emozioni – dice Matteo con un sorriso grande così -. L’ultima cosa che mi sarei aspettato era vincere due tornei di fila dopo un’operazione alla mano destra e tre mesi fuori. Non voglio piangere, cercherò di non farlo…”.

Come sempre la gioia è condivisa con la squadra, coach Santopadre che andava in giro con una bottiglietta di acqua santa per il club, i fisioterapisti, il mental coach e, ovviamente, la famiglia. “Papà mi ha chiesto, dopo la semifinale, se dovesse venire o no. Gli ho detto che comunque sarebbe andata avrebbe comunque avuto un buon ricordo, quindi è venuto”.

I dubbi

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E dire che appena arrivato a Stoccarda, per il primo appuntamento dopo il “rimessaggio”, le sensazioni non erano buone per niente: “Facevo fatica, non colpivo bene come prima, e ho detto al team che sarebbe stata davvero dura. Ma forse è perché sono italiano, e noi italiani tendiamo a lamentarci troppo…”. L’emozione di sollevare il trofeo per la seconda volta è ancora più grande se si pensa che le doppiette al Queen’s sono sempre state appannaggio delle leggende della racchetta: “Ogni volta che arrivo al Club, prima mi perdo… Poi arrivo al corridoio dove ci sono tutti i vincitori e vedo me insieme a gente come McEnroe, Connors Becker… È un onore e un privilegio”.

E ora Wimbledon

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Adesso, pensare a Wimbledon da favorito è inevitabile, inutile nascondersi: “Intanto mi godo questo inizio incredibile, il migliore che avrei mai potuto immaginare. Poi vediamo…”. Sì, vediamo.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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