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Bergamo, Angelo Bonomelli narcotizzato per una rapina: l’imprenditore era stato trovato morto in auto

di Maddalena Berbenni

Fermati i presunti responsabili della morte dell’imprenditore, che aveva 80 anni ed era titolare d un centro termale in Valle Imagna. In apparenza era stato colto da un malore, ma le telecamere hanno portato all’arresto di quattro persone

I soldi come movente e l’ingenuità degli arrestati, presi in un giorno e mezzo grazie ai filmati che li immortalano mentre servono ad Angelo Bonomelli la bibita che lo avrebbe ucciso, e poi, quando si accascia, mentre lo caricano di peso sul suo Suv nero. L’imprenditore, 80 anni ad aprile, piuttosto noto perché coi proventi della sua agenzia di onoranze funebri, a Trescore Balneario, si era comprato un centro termale in Valle Imagna, lanciandosi pure nella medicina naturale, sembrava fosse stato stroncato da un infarto. Gli era capitato, in passato, di avere problemi di cuore. Invece, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Bergamo hanno ricostruito quello che, al momento, per il pm Chiara Monzio Compagnoni, è un omicidio volontario con il dolo eventuale per una rapina dal bottino esiguo, forse mille, duemila euro.

In carcere, mercoledì notte, sono stati portati Matteo Gherardi, 33 anni, precedenti, anche penali, specifici (risulta abbia una condanna per rapine commesse narcotizzando le vittime); il padre Luigi, 68 anni, con precedenti di polizia per truffa; la fidanzata 23enne di Matteo, Jasmine Gervasoni, che ha avuto guai per truffa e furto; l’amico Omar Poretti, 24 anni, anche lui già noto ai tribunali per rapina e droga. Cognomi bergamaschi, abitano tutti in provincia. I Gherardi e Gervasoni si erano da poco trasferiti a Gaverina Terme. Poretti, di Scanzorosciate, è figlio di un agricoltore condannato all’ergastolo per avere ucciso a fucilate, nel 2006, due suoi ex operai rumeni che reclamavano denaro.

L’indagine parte dalla denuncia del figlio maggiore di Bonomelli, Emanuele, 46 anni, subentrato da tempo alla guida dell’azienda. Lunedì sera, si preoccupa perché il padre non torna a casa, a Trescore. Il corpo viene scoperto la mattina successiva nel parcheggio della zona industriale del paese confinante, Entratico. Non ci sono segni di una morte violenta, ma insospettisce che manchino il telefonino e l’orologio d’oro dal quale l’imprenditore non si separava mai. I carabinieri, per scrupolo, decidono di analizzare i filmati delle (molte) telecamere della zona. Scoprono così che Bonomelli aveva incontrato Matteo Gherardi in un bar-tabaccheria gestito da cinesi, vicino al luogo del ritrovamento.

«Mi aveva detto che aveva un appuntamento con un ragazzo per pensare al rilancio del centro termale sui social network», ha spiegato, poi, il figlio agli investigatori. Ma da dove nasca la conoscenza non è stato ancora chiarito. Seduti all’esterno del locale, Bonomelli e Gherardi, sono stati raggiunti dal padre, dalla fidanzata e dall’amico di quest’ultimo. Qualcuno ha servito all’imprenditore una bibita allungata probabilmente con il Rivotril, medicinale usato contro gli attacchi epilettici (oggi l’autopsia). Lui si è sentito male, lo hanno caricato sul suo Freemont e, due sul Suv e due su una Volkswagen Polo grigia, si sono tutti diretti al parcheggio di Entratico, dove lo hanno abbandonato. L’orologio è stato rivenduto il giorno stesso da Poretti in un Compro Oro a Bergamo e sempre in casa di Poretti è stato ritrovato il telefono. «Mio padre era un buono e delle persone buone spesso ci si approfitta», le uniche parole, rotte dal pianto, del figlio.

11 novembre 2022 (modifica il 11 novembre 2022 | 09:48)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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