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Bene i controlli Il Covid non ci tolga lo sport

Giorgio Ercolani * Gli atleti ’competitivi’ sono più giovani rispetto alla popolazione generale e pertanto hanno meno rischi di sviluppare una malattia in forma grave o morte, tuttavia risulta fondamentale prevenire la trasmissione di Covid-19 e minimizzare la diffusione della pandemia. È per questo che tutti i principali tornei e campionati nel mondo sono stati sospesi o annullati da marzo 2020. Naturalmente,…

Giorgio

Ercolani *

Gli atleti ’competitivi’ sono più giovani rispetto alla popolazione generale e pertanto hanno meno rischi di sviluppare una malattia in forma grave o morte, tuttavia risulta fondamentale prevenire la trasmissione di Covid-19 e minimizzare la diffusione della pandemia. È per questo che tutti i principali tornei e campionati nel mondo sono stati sospesi o annullati da marzo 2020. Naturalmente, la prevenzione del Covid-19 è importante anche per l’atleta ’competitivo’ per ridurre al minimo le interruzioni dell’allenamento. Dall’inizio degli allenamenti, gli atleti e tutto lo staff tecnico dell’Unieuro Pallacanestro 2.015 Forlì hanno eseguito i test e i protocolli indicati. Al momento, non si registrano infezioni tra i giocatori della prima squadra né tra le giovanili. Dopo il lockdown, tutti gli atleti dai più giovani ai professionisti si sono mostrati entusiasti e seguono tutte le precauzioni suggerite. Tuttavia, con il ritorno alle competizioni, abbiamo potuto constatare come tutti siano potenzialmente a rischio di infezione. Nonostante i restrittivi protocolli dei campionati professionistici, ogni giorno ci informano di giocatori di calcio, basket, perfino tennis (che di certo non è di contatto) che risultano positivi. Questo prima o poi capiterà anche nelle serie minori, e tra i campionati giovanili. Solo ad Orlando, nella ’bolla’ costruita ad hoc dalla Nba, non si sono verificati contagi in 3 mesi. Ma appare evidente che in nessun altro caso né tanto meno per periodi più lunghi si potrebbero riproporre tali condizioni. Pertanto non ci resta che rispettare le precauzioni, utilizzare tutti i mezzi di prevenzione e chiedere agli atleti comportamenti i più corretti possibili, continuare il monitoraggio con i test disponibili e sperare che nei prossimi 3-4 mesi (sicuramente molto impegnativi dal punto di vista sanitario) la diffusione del Covid non ci tolga ancora una volta la possibilità di godere di una delle passioni dell’uomo, lo sport, e in particolare per quelli come me, il basket.

* primario di Chirurgia

e medico della Pallacanestro 2.015 Forlì

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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