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Bebe Vio e le Paralimpiadi: «Faccio sport grazie a Zanardi e Pistorius»

Queste settimane di agosto avrebbero dovuto essere quelle dei giochi paralimpici dopo quelli dell’olimpiade a Tokyo. Il Covid ha fermato entrambi, ma non lo voglia di fare e vedere sport. Netflix dedica, proprio in questi giorni un documentario alla storia delle Paralimpiadi, Rising Phoenix, la fenice che risorge, disponibile dal 26 agosto. Fra i protagonisti, del film diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, c’è Bebe Vio, un oro e un bronzo nel fioretto femminile paralimpico ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 e più volte campionessa del mondo.

«Se inizi a chiederti perché è successo a te non vai da nessuna parte. Non c’è un perché, le cose brutte capitano» ha raccontato al Corriere della Sera. «Siamo tutte persone diverse, con percorsi diversi e sfighe diverse, ma ognuno è determinato a perseguire il suo sogno».

Il documentario racconta le storie dei protagonisti delle paralimpiadi, ma anche quella del loro ideatore, il dottor Ludwig Guttmann, neurochirurgo tedesco fuggito in Gran Bretagna che studiò i benefici dello sport sui disabili dopo la Seconda Guerra Mondiale. Le prime furono 60 anni fa a Roma, ma quelle che hanno segnato la svolta sono quelle di Londra del 2012, dove ha trionfato per la prima volta Alex Zanardi.

«Per me un eroe è Alex Zanardi: ti insegna che tutto è possibile. Ha spaccato il mondo e lo spaccherà ancora», ha raccontato Bebe Vio, «lui e Pistorius sono stati i miei miti: se faccio sport è grazie a loro, gli unici sportivi con disabilità noti. Oscar Pistorius quando avevo 11 anni mi ha detto per primo che non voleva dire nulla se non avevo gambe e braccia, dovevo solo allenarmi. È stato come un fratello, Zanardi un papà: sono due pietre miliari dello sport paralimpico».

Con la fiorettista azzurra ci sono la nuotatrice australiana Ellie Cole, il saltatore e corridore francese Jean-Baptiste Alaize, l’arciere statunitense Matt Stutzman, il corridore inglese Jonnie Peacock, la sollevatrice di pesi cinese Cui Zhe, il giocatore di rugby australiano Ryley Batt, il velocista sudafricano Ntando Mahlangu e la fondista e biatleta statunitense Tatyana McFadden.

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Fonte: vanityfair.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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