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Batteria scarica: come avviare l’auto con i cavi elettrici

La procedura da seguire per ripartire, i controlli preliminari e i giusti collegamenti da effettuare

Nelle vetture con motorizzazione tradizionale, la batteria è l’elemento più semplice, ma non per questo il meno vulnerabile. Due le cause principali che possono portare a scaricarla completamente, con l’impossibilità di avviare il motore. La batteria può esaurirsi semplicemente per motivi elettrochimici, cioè perché non riceve corrente da lungo tempo nel caso in cui la vettura sia stata lasciata ferma per molto, o se il liquido all’interno è evaporato. Il secondo caso è meno prevedibile, perché coincide con un guasto all’alternatore, cioè il generatore che trasforma il movimento del motore nell’energia elettrica necessaria per alimentare i vari dispositivi dell’auto e anche la batteria. Un alternatore rotto significa l’impossibilità per la vetture di produrre corrente elettrica, che viene attinta dalla batteria fino al suo esaurimento.

i controlli

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Prima di una operazione di ricarica è importante verificare lo stato del liquido dell’elettrolita della batteria, svitando in senso antiorario i tappi sulla parte superiore di essa che danno accesso alle piastre. Nel caso queste non siano completamente ricoperte di liquido, è possibile rabboccare con dell’acqua distillata. È importante prestare attenzione alla eventuale dicitura “senza manutenzione”, che indica come la batteria non sia rabboccabile e dunque debba essere solo sostituita.

Il collegamento

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La modalità più semplice per ricaricare la batteria di una vettura in panne su strada è quella di ricorrere ad una seconda auto di appoggio, con cui realizzare il classico collegamento elettrico a ponte. Sul mercato esistono anche starter di emergenza, ovvero batterie agli ioni di litio ad alta capacità e trasportabili, in grado di rifornire velocemente di energia. La procedura di alimentazione resta però identica. Gli strumenti necessari sono due cavi con un morsetto metallico a ciascuna estremità, un articolo regolarmente in commercio che non è consigliabile sostituire con soluzioni artigianali, considerando che la sezione di ciascun cavo deve essere di non meno di 16 mm. La procedura per effettuare il collegamento richiede di collegare il primo cavo, abitualmente rosso, al polo positivo della batteria della vettura di assistenza e poi a quello positivo della vettura in panne. Il secondo cavo, di colore nero, va agganciato prima al polo negativo della batteria dell’auto funzionante, ma mai al polo negativo della batteria scarica, perché potrebbe creare scintille. E’ opportuno agganciare il morsetto piuttosto una superficie metallica non verniciata all’interno del cofano, meglio ancora allo stesso motore. Durante la procedura la vettura di assistenza deve restare spenta.

L’avvio

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Una volta rispettata la sequenza dei collegamenti, è tempo di avviare il motore della vettura in assistenza e successivamente tentare l’accensione di quello dell’auto in panne, per la quale può essere necessario anche più di un tentativo. Badando all’accensione del quadro elettrico, meglio disabilitare quante più utenze possibile, dai dispositivi di riscaldamento o sbrinamento all’aria condizionata, ai fari o all’impianto audio. Se il motore si avvia, disconnettere prima il polo negativo e poi quello positivo. A questo punto la panne elettrica è stata tamponata con un rabbocco momentaneo di energia, necessario per quella marcia di alcuni chilometri a sua volta utile per far alimentare la batteria in modo adeguato dall’alternatore. Se invece il guasto è di quest’ultimo, il motore della vettura si spegnerà nell’arco di pochi minuti ed è inevitabile l’intervento di un carro attrezzi.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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