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Bar chiusi alle 23. Dopo la movida selvaggia, l’ordinanza per questa notte – TGR Friuli Venezia Giulia

“Dopo una lunga trattativa e grazie alla sensibilità del presidente Fedriga  è stata condivisa la necessità di emanare un’ordinanza che prevede solo per oggi la chiusura dalle 23 dei locali che effettuano prevalente attività di somministrazione di bevande di qualunque genere e tipo. Saranno anche vietati la distribuzione ed il consumo di bevande all’aperto, a partire dalle 23 di questa sera e fino alle ore 5 di domattina”. Lo fa sapere il prefetto di Trieste Valerio Valenti che ha anche aggiunto anche come alcuni gestori di locali siano stati convocati in Questura per essere ammoniti circa i comportamenti assunti ieri.

Una notte selvaggia a Trieste, con i forzati della movida che hanno letteralmente preso in ostaggio una parte della città, da piazza Venezia al ghetto. Assembramenti, musica a volume altissimo, strade invase da migliaia di avventori – tutti senza mascherina – tanto da impedire il passaggio dei veicoli. Al risveglio Trieste ha trovato il Prefetto, Valerio Valenti, furioso, che non ha perso tempo a coinvolgere presidente della Regione e Sindaco. E il Questore Petronzi ha convocato una decina di gestori di locali irriducibili. “Le direttive sul rispetto delle misure anticovid si interrompono nei loro effetti nel momento in cui ci si trova davanti a muraglie umane che rendono impraticabile qualunque tipo di approccio sanzionatorio”, aveva detto il Prefetto.

“In situazioni come quelle di ieri sera – aveva ribadito il Prefetto – c’è il rischio che con l’intervento delle forze dell’ordine si creino forti turbative di sicurezza pubblica, quindi bisogna adottare provvedimenti per ridimensionare il fenomeno. Tutti i tentativi di richiamo al buon senso non hanno avuto alcun riscontro. “I giovani – afferma Valenti – paiono affetti da bulimia da divertimento, e dall’altro lato alcuni esercenti, per recuperare le perdite del lock down, organizzano dj set e plateatici che invadono tutti gli spazi, e non si rendono conto che così facendo si rischia di correre verso un nuova chiusura”. “Per colpa di pochi la pagherà l’intera categoria”, dice il presidente della Fipe Bruno Vesnaver, per il quale multe e ammonimenti non sono sufficienti.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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