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Bambini e sport: a tu per tu con Catherine Bertone, campionessa e pediatra.

Come accompagnare, e incoraggiare, i bambini nella pratica sportiva. Consigli e ammonimenti di un’atleta di primo piano, che con i piccoli ha a che fare tutti i giorni

Monica Conforti

Mamma, atleta, medico in servizio al Pronto soccorso pediatrico Aosta. Con la maglia azzurra Chaterine Bertone ha disputato le Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 e detiene la miglior prestazione mondiale femminile della maratona, cat. over 45, con il tempo di 2 ore 28’34”. Inoltre, nello scorso aprile il presidente del CONI Giovanni Malagò le ha conferito la Stella d’oro al Merito Sportivo per l’impegno contro COVID-19.

Un curriculum a tutto tondo che ne fa un perfetto interlocutore per i genitori alle prese con le scelte sportive dei figli in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico.

Qual è il migliore approccio che si può dare ad un bambino con lo sport?

“Parlando di bambini delle scuole elementari, bisogna sicuramente seguirne le inclinazioni, capire prima di tutto cosa amano fare e avvicinarli allo sport in modo ludico ma con serietà e impegno come accade per la scuola e le altre normali regole di una famiglia. Lo sport per i bambini è importante non solo per la salute ma anche per la socializzazione, e in questo periodo di Covid ancora di più. Fra gli sport che metto sempre in primo piano c’è sicuramente l’atletica sotto tutti i suoi profili. Oltretutto si pratica all’aperto ed è un ulteriore fattore positivo che si aggiunge ai costi bassi per praticarla. A seguire sicuramente il nuoto e la ginnastica artistica, che si è sempre dimostrata un’ottima base per affrontare ogni altro tipo di sport”.

Se un bimbo non volesse praticare sport?

“Dal mio punto di vista, come atleta, mamma e medico lo sport è una di quelle cose che vanno fatte e basta. Non si discute, come una buona colazione la mattina”.

Dove sbagliano molti genitori?

“Partiamo dal concetto che ogni bambino ha già in se uno spirito agonistico e se a questo si uniscono le sollecitazioni “aggressive” dei genitori durante le competizioni con frasi oltre i limiti e con un tifo diseducativo, il danno è fatto. Spesso i figli abbandonano lo sport e sicuramente rendono molto meno quando in gara sono sotto lo sguardo pressante dei genitori. A volte sarebbe meglio che questi non andassero a vedere i ragazzi. Bisogna sempre ricordare che i sogni degli adulti non vanno realizzati a spese dei propri figli.”

Alimentazione e sport: per i ragazzi cosa suggerisce?

“ Vedendo i disastri che mi arrivano al pronto soccorso, sicuramente occorre evitare il cibo spazzatura. Una colazione abbondante con proteine, pochi zuccheri, frutta e cereali. Niente merendine ma frutta fra un pasto e l’altro. Mangiare sano è solo una questione di abitudine e di dedicare un po’ più tempo alla buona alimentazione. Anche le bibite che tanto amiamo devono essere eliminate o quasi dalla quotidianità”.

Per quanto riguarda i rischi di infortuni durante lo sport?

“Farsi male fa parte della vita, ogni bambino cade, si rialza e via dicendo ma le sicurezze personali come il casco in bici, sugli sci o dove richiesto è assolutamente imprescindibile. Non si discute va portato e basta. In caso di incidente gli esiti più gravi sono quasi sempre legati alla mancanza di protezioni personali”.

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Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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