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Balneari, mediazione del governo: con contenziosi gare fino al 2024. Previsti anche indennizzi

I punti chiave

2′ di lettura

Un contenzioso o difficoltà oggettive legate all’espletamento del bando sono«“a titolo esemplificativo» le ragioni per cui sono concesse deroghe, di massimo un anno, all’obbligo di mettere a gara le concessioni balneari dopo il 31 dicembre 2023. Questa la proposta del governo sul ddl concorrenza, elaborata dal viceministro al Mise Gilberto Pichetto, ora all’esame dei gruppi.

Gare da concludere non oltre fine 2024

Le gare, comunque, non potranno essere concluse dopo il 31 dicembre 2024. «L’autorità competente può differire il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024», e fino a quella data «l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima» si legge ancora nell’emendamento del governo.

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Indennizzi per le aziende, esclusi i beni abusivi

La proposta del governo prevede inoltre che l’indennizzo per le aziende balneari che non ottengono il rinnovo della concessione si calcola «sulla base delle scritture contabili» o «di perizia giurata redatta da un professionista abilitato, che ne attesta la consistenza». L’indennizzo è «a carico del concessionario subentrante» per «la perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico, del valore residuo dei beni immobili oggetto di investimenti per l’esercizio dell’impresa». Esclusi dal calcolo i beni abusivi.

Commissione slitta in attesa riunione di maggioranza

Dopo la proposta sui balneari inviata dal governo ai gruppi, a quanto si apprende, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha convocato i capigruppo di maggioranza per una riunione alle 12.30 in Senato a cui partecipano il viceministro al Mise Gilberto Pichetto e i relatori del provvedimento in commissione Industria al Senato, Stefano Collina (Pd) e Paolo Ripamonti (Lega). La commissione, inizialmente convocata alle 12.30, è slittata alle 13.30 per iniziare le votazioni sugli emendamenti al ddl concorrenza.

Il pressing di Draghi

Il presidente del Consiglio ha scritto una lettera alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in cui ha chiesto che il disegno di legge per la concorrenza venga approvato entro maggio. La conferma quindi che, in assenza di accordo sulle concessioni balneari, il fatidico articolo 2, il governo porrà la questione di fiducia. Con la fiducia salterebbero le riformulazioni concordate da governo e maggioranza su una decina di altri articoli, compresi i servizi locali e l’idroelettrico.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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