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Auto a benzina: tre ragioni per comprarle e tre per non farlo

Pro e contro per l’acquisto. Il mercato le sta premiando e il successo delle versioni mild hybrid moltiplica il vantaggio sulle diesel. Sono più al riparo dai blocchi dalla circolazione e i nuovi motori turbo garantiscono migliori prestazioni anche con piccole cilindrate, ma bisogna tenere sotto controllo consumi ed emissioni

Gianluigi Giannetti

La battaglia tra diesel e benzina sembra aver avuto quest’ultima almeno come vincitrice “politica”, complici gli scandali sulle emissioni e le decisioni di molte amministrazioni pubbliche che intendono precludere alle vetture a gasolio la libera circolazione. Mettendosi però dalla parte dell’automobilista, la domanda vera è più concreta. La motorizzazione a benzina protegge meglio l’investimento fatto per l’acquisto di un auto? Quelle a benzina si deprezzano meno sul mercato dell’usato?

Auto a benzina, Parlano i numeri

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Non è questa la sede per valutare perché le auto a gasolio abbiano pagato la condotta discutibile da parte di alcuni nel dichiarare emissioni in anidride carbonica e agenti inquinanti minori di quelle reali. È un fatto però che la questione tecnica si sia trasformata in un movimento di opinione che ha cambiato il mercato automobilistico, anche italiano. Quello dove fino a tre anni fa le auto diesel totalizzavano ben oltre il 50% del venduto complessivo, salvo subire il sorpasso nel 2019. Nel 2020 sono state commercializzate nel nostro Paese 461.274 vetture a gasolio, il 33,1 % sul totale, mentre quelle a benzina hanno raggiunto quota 523.140, ovvero il 37,5%. Un vantaggio netto, ufficiale, a cui bisogna aggiungere anche il successo commerciale delle auto con sistema mild hybrid. Per loro non esistono statistiche di vendita dedicate, e anzi sono incluse nella categoria generale delle ibride che contiene anche le full hybrid, nonostante le mild abbiano invece motorizzazioni a benzina classiche, pur se elettrificate. Badando ai numeri, un chiaro vincitore c’è, ma quali sono le ragioni per acquistare una vettura a benzina quali quelle per non farlo?

Auto a benzina, PRO: Tecnologia più duttile

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La strada per il diesel sembra nettamente in salita, perché ad ogni adeguamento alle più recenti normative ambientali segue un aumento nel costo industriale del motore, e dunque di quello finale della vettura. La risposta dei benzina in questi anni è stata quella dell’adozione in massa dei tre cilindri turbo, con sistemi di equilibratura meccanica e digitale che eliminano le vibrazioni dei vecchi propulsori “dispari”, senza però rinunciare alla potenza e a quella piacevole dose di coppia dai bassi regimi che valorizza la guida. D’altro canto, i sistemi mild hybrid aggiungono un motore elettrico al posto di un alternatore tradizionale. Una soluzione a basso costo che consente ottenere funzionalità come start-stop, più potenza nelle partenze da fermo o quando c’è una richiesta di maggiore coppia motrice, ma anche frenata rigenerativa che reindirizza energia a micro batterie agli ioni di litio.

PRO: Minori limitazioni alla circolazione

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A dettare le regole è la normativa Euro 6, con emissioni misurate esclusivamente secondo il ciclo Wltp, cioè con test non solo strumentali, ma anche su strada e in condizioni di guida reali. Per i motori a gasolio è entrata poi in vigore la normativa specifica Wltp 3.0, ancora più stringente nel limitare le emissioni di ossido di azoto. Ciò nonostante, la volontà ormai condivisa da parte delle amministrazioni è quella di bandire progressivamente dai centri urbani le vetture diesel in modo definitivo, dal 2030. Più che probabili però fughe in avanti di alcune grandi città, che lasciano le nuove auto a benzina come l’alternativa più economica alla circolazione senza blocchi.

PRO: Valore residuo più alto

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Con l’entrata in vigore della normativa che penalizza fiscalmente le vetture che producono maggiori emissioni di anidride carbonica, sta cambiando anche l’organizzazione delle flotte aziendali, che si orientano verso vetture elettriche, plug-in hybrid, full hybrid e infine mild hybrid, dunque a benzina. Questa svolta porterà nel giro di 18/24 mesi al riversarsi sul mercato dell’usato di una grande quantità di vetture diesel, deprezzando questa opzione in maniera ancora più vistosa di quanto non accada per effetto delle limitazioni che subiscono alla circolazione, e che ne abbattono il valore nei centri urbani. L’acquisto di una vettura a benzina, nel medio termine, consente di preservare in modo più efficace l’investimento.

Auto a benzina, Contro: Consumi più elevati

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Nonostante il riallineamento dei prezzi alla pompa, ancora oggi il maggior costo medio del carburante penalizza i motori a benzina. Eccettuate poi le loro varianti a ciclo Atkinson utilizzate nei sistemi full hybrid, con una efficienza maggiore a scapito della potenza, compensata non a caso dai propulsori elettrici di maggiore prestazioni, i motori a benzina hanno una resa termodinamica minore e dunque consumi percentualmente più elevati. Lo scarto a favore del diesel diventa marcato oltre le percorrenze che superano la soglia fatidica dei 20 mila km annui. L’avvento dell’iniezione diretta abbinata al turbo fornisce oggi molto più spunto ai bassi regimi, ma l’abbondanza di coppia motrice a bassi regimi caratteristica dei motori a gasolio diventa indispensabile nel caso di vetture più voluminose come gli Sport Utility o a trazione integrale.

Contro: Maggiore usura

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Tralasciando le mille variabili di usura nella guida urbana rispetto a quella ad andatura extraurbana e costante, esiste un parallelo basato sul livello di potenza. Il motore benzina può ottenerla con cilindrate minori rispetto al gasolio, ma quindi raggiungendo regimi di funzionamento più alti, e dunque con una maggiore usura tendenziale. L’associazione tra motore a benzina ed essenzialità costruttiva poi si riferisce al passato, considerando come i più classici propulsori aspirati siano oggi sostituiti da unità turbo ad iniezione diretta, con lo stesso grado esatto di sofisticazione dei diesel.

Contro: più Emissioni

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I motori diesel hanno una maggiore efficienza e un minore consumo di carburante per chilometro rispetto ai motori a benzina, ed emettono quindi meno CO2 rispetto a questi ultimi, ai quali l’arrivo dei sistemi mild hybrid e dello start-stop ha dato comunque un buon beneficio in ambito cittadino. In attesa che entri in vigore la nuova normativa Euro 7, prevista per il 2026, in termini di emissioni il motore a benzina invece paga lo scotto dell’introduzione dell’iniezione ad alta pressione di carburante e della sovralimentazione, ovvero un funzionamento con miscele sempre più povere carburante e a temperature di combustione sempre maggiori. Il risultato è stato l’aumento nelle emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili allo scarico, tanto da rendere ormai uno standard l’adozione di catalizzatori trivalenti e filtri antiparticolato.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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