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Australian Open, Berrettini show! Quattro ore di lotta per piegare il baby Alcaraz

Subito avanti 2-0 il numero 1 italiano si fa risucchiare dal teenager spagnolo, una storta alla caviglia complica tutto poi trionfa al 5°. Agli ottavi trova Carreno che ha eliminato Korda

Mamma mia Berrettini, che sofferenza! Quest’anno agli ottavi degli Australian Open ci arriva dopo una battaglia contro Carlos Alcaraz che taglia gambe e fiato a chi è in campo e a chi la guarda sorseggiando il caffè nella mattina italiana. Una partita che il romano ha vinto, perso, rivinto fino al tie break del quinto: 6-2 7-6 4-6 2-6 7-6. Quattro ore di lotta spietata: “Ho pensato solo a lottare a ogni punto. Sono molto felice. Carlos è incredibile, io alla sua età non avevo nemmeno punti Atp”, il commento di Matteo, esausto. Agli ottavi Berrettini affronterà lo spagnolo Pablo Carreno che ha superato in quattro set il finalista Next Gen 2021 Sebastian Korda.

Il match

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Lo spagnolo era dato come favorito anche dai bookmaker, che non avevano scommesso troppo sul Matteone nazionale. Sarà perché nei primi due turni aveva dovuto fronteggiare un virus intestinale che lo aveva debilitato parecchio. Il match era partito benissimo per Berrettini, capace di imporre subito la sua legge con un primo set dominato 6-2 e col secondo, più lottato, conquistato al tie break. Poi la furia di Murcia, con un fisico ancora più asciutto e scolpito rispetto a un paio di mesi fa, ha preso le misure di Matteo: “L’ho già battuto – aveva detto alla vigilia – so come si fa. Ho imparato molto da quel match”. E infatti nel terzo set, quando la partita sembra ancora in suo pugno, Berrettini manca l’affondo decisivo permettendo al diavoletto allevato da Juan Carlos Ferrero di mettere un piede nella porta prima che si chiuda. Carlitos vince il set per 6-4, riaprendo completamente la partita. Un colpo duro da digerire per il numero 1 italiano che nel quarto, invece di reagire, forse annebbiato dalla stanchezza, cede di botto consegnandosi 6-2 ad Alcaraz.

L’epilogo

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Il quinto è il set più drammatico, non solo perché è da dentro o fuori, ma perché Berrettini, che quando c’è di mezzo la jella ha sempre una corsia preferenziale, si storce leggermente la caviglia facendo un bel capitombolo. Silenzio, tensione, ansia, trainer. Una sistemata al piede dopo un veloce conciliabolo col fisioterapista, e via, di nuovo in campo con un po’ di tremarella. Primi quattro game del quinto tiratissimi, sempre ai vantaggi, con Berrettini incapace di sfondare con il servizio, che spesso gli ritorna indietro come una fucilata, e viene provocato sul rovescio con accelerazioni mostruose. È tutta di testa, alla fine, la partita di Matteo, che non vuole mollare la presa nonostante il fisico chieda sempre di più il conto e gli spostamenti siano più lenti. Nel 10° game Alcaraz tiene il sevizio a 0, reagisce benissimo Berretto che, sempre a 0, risponde. Non è finita fino che non è finita. Sul 6-5 30-30 Carlitos smanaccia un dritto fuori e manda Berrettini a match point. Lo spagnolo serve la seconda, la risposta in rete di Matteo lo rimette sui binari. Si va al super tie break.

Il super tie break

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Parte con un mini break di vantaggio Alcaraz, che fa correre Matteo di qua e di là, sfiancandolo. reazione immediata del nostro numero 1: si torna in parità sul 2-2. Il pubblico è diviso tra la voglia vedere un 18enne alla seconda settimana, e l’affetto per Berrettini, fidanzato dell’australiana Tomljanovic. Vincenzo Santopadre, nel box, è una sfinge quando si arriva sul 4-4. Minibreak! 6-4 Berretto. Santopadre riprende le funzioni vitali e si alza in piedi. Altro minibreak di Berrettini che alla fine chiude 10-5 al 5°. Tutta testa, Matteo.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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