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Attenti al piano Monti: due mega-tasse per l’Italia

Bisogna fare attenzione. Le spinte sotterranee per un capovolgimento di fronte nella “guerra” col Fisco si fanno sempre più costanti ed esplicite. Partiamo dall’antefatto: Letta, senza usare giri di parole, come un venditore porta a porta di imposte è andato pure a palazzo Chigi per proporre la tassa di successione. Da Draghi è arrivato un secco “no”, ma il fronte rosso della sinistra si è subito messo in riga per mettere le mani nelle tasche degli italiani. I sinistri si appoggiano sui diktat che sono arrivati dall’Ocse e anche dall’Fmi. Più volte infatti da strutture terze ed estranee agli affari di casa nostra sono arrivate indicazioni molto precise come la reintroduzione dell’Imu, la patrimoniale e appunto l’imposta di successione. A questo vanno aggiunte le sirene Usa di Biden usate dalla sinistra italiana per piazzare, sempre secondo il modello democrat Usa, una patrimoniale davanti la porta di casa degli italiani. In questo coro tassarolo però mancava ancora la voce del “Loden”, l’ex premier Mario Monti.

Il cortocircuito di Monti

Esperto di tasse e di riforme dolorosissime per le nostre tasche (si veda riforma Fornero), il senatore a vita fa inversione a U sul fronte del Recovery Fund (da lui stesso sponsorizzato) lanciando un allarme per le casse dello Stato. In una lunghissima intervista su La Lettura del Corriere, Mario Monti espone una tesi facilmente riassumibile così: i soldi che stanno per arrivare dall’Ue dovranno essere restituiti fino all’ultimo centesimo e non ci sarà spazio per una eventuale cancellazione del debito.

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La soluzione che propone ovviamente è una sola: “rapinare” con nuove imposte i risparmi degli italiani. Per capire bene la posizione di Monti (ricordiamo che è una delle voci più influenti sul piano economico del nostro Paese) bisogna andare a qualche mese fa quando sul Recovery Fund si esprimeva così: “Accordo molto positivo, l’Europa esiste e ha saputo reagire a una situazione di estrema difficoltà e ha saputo tenere insieme Paesi reciprocamente riottosi. Al di là dei dettagli, la cosa che era in dubbio e che invece per fortuna si è verificata è che l’Europa ha saputo reagire e da oggi Cina, Russia e Usa devono essere meno baldanzosi. L’Europa è qui ed esiste”. Toni trionfali.

Il nodo “debito buono”

Ma adesso l’ex premier mette in dubbio pure il dogma di Mario Draghi del debito buono: “La mia unica preoccupazione è che introducendo nel dibattito italiano la definizione di disavanzo e debito “buono”, che richiama una categoria etica, la politica tenda a considerare “buono” tutto il disavanzo o debito. Per esempio, ormai in Parlamento si considera “buono”, anzi “sacrosanto”, ogni scostamento di bilancio approvato per dare ristori a chi è stato penalizzato dai lockdown . E siccome l’atto del ristorare è buono, automaticamente si pensa che sia cosa buona che questa voce sia tutta finanziata in disavanzo. Si dimentica che in questo modo non sono gli italiani fortunati di oggi, quelli non penalizzati dai lockdown , a fare l’atto buono di ristorare, almeno in parte con tasse, le perdite subite da altri. No, noi cittadini e i politici consideriamo cosa buona e giusta che a pagare quei ristori non siamo in realtà noi, italiani di oggi; bensì i nostri figli e nipoti, che si troveranno le spalle gravate da un debito in più, che noi oggi abbiamo considerato “buono”.

Le due mega tasse

Tralasciando il fatto che Monti mette in discussione pure gli aiuti ai ristoratori, di fatto emerge da queste parole una critica nemmeno tanto velata alla dottrina Draghi che sta cercando di rimettere in moto il Paese. Monti ha un chiodo fisso: ripianare subito il debito contratto con l’Ue. E qui arriviamo alla nota dolente: le due mega tasse proposte dal “Loden”. Fate attenzione a queste parole: “Sarebbe meglio, nell’ambito di una complessiva riforma fiscale, considerare pacatamente anche i temi di una moderata imposta patrimoniale e di un’imposta di successione che cessi di essere la più bassa tra i Paesi europei”. Insomma al fronte dem e a quello della sinistra pro tasse si aggiunge la voce autorevole di Monti. Ed è per questo motivo che al centrodestra tocca un compito “storico”: fermare a tutti i costi il baratro fiscale in cui qualcuno vuole gettare il Paese.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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