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Atac nei guai, la metro rischia lo stop. Il Mit: in manutenzione 51 treni

La stessa crisi dei treni che sta mettendo a dura prova la Roma-Lido riguarderà, presto, anche le linee A e B della metropolitana, dato che qui sono addirittura 51 i treni che dovrebbero andare in revisione, in pratica tutti i Caf 300 arrivati nel 2005 e che adesso vanno controllati. Atac è consapevole di non potersi permettere tagli drastici, che inciderebbero sui tempi di attesa sulle banchine, quindi sia l’azienda sia il Comune si stanno muovendo per cercare di evitare in ogni modo un ulteriore peggioramento del servizio, specie in una fase in cui la pandemia richiede ancora il distanziamento dell’80%.

Una prima riunione c’è già stata giovedì, con l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif) del ministero dei Trasporti e anche con l’Ansfisa, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che ha ordinato all’Atac di togliere dall’esercizio i vecchi treni della linea del mare e che subentrerà nelle verifiche proprio all’Ustif a partire da gennaio. L’idea è di proporre ad Ansfisa un cronoprogramma serrato assicurando tutta una serie di verifiche e attività compensative per evitare almeno la concomitanza delle manutenzioni che comunque partiranno a gennaio. Ad esempio, se un treno sarà considerato insicuro, andrà fermato: se invece una scadenza formale può essere superata con controlli aggiuntivi, ecco che allora il convoglio verrà «garantito» da Atac.


L’allarme, sul rischio che tra pochissimo la mancanza di treni diventerà un problema comune a tutte le linee, l’ha lanciato il sindacato Faisa-Cisal, che per le condizioni della Roma-Lido ha già proclamato uno sciopero al momento fissato il 22 novembre: «Inerzia del vertice aziendale – scrive il segretario Luciano Colacchi – che da tempo era a conoscenza dei nuovi protocolli inerenti le manutenzioni straordinarie dei rotabili, linee guida emanate da Ansfisa a salvaguardia della sicurezza di esercizio: la stessa sorte della Roma-Lido a breve la subiranno inevitabilmente sia la metro A sia la metro B con la messa fuori servizio di ulteriori 22 convogli per le stesse ragioni».

Il Comune, comunque, precisa che sono 51. Il sindacato insiste anche sullo stato «di totale abbandono del comparto tranviario e del settore filobus ed elettrico, ormai ridotto a mero esercizio di rappresentanza visto che il fermo interessa circa il 60% del totale del parco mezzi». In questo modo, denuncia infine il sindacato, «non ci sarà più il rispetto delle disposizioni sul distanziamento». Ieri sera, intanto, i pendolari della Roma-Lido hanno postato online i video della situazione sulle banchine di Magliana, nuovo capolinea dopo che sono state soppresse le fermate di San Paolo e Piramide. Un imbuto sulle scale, poi la calca: «Sono le 17,52 ma il treno non arriva – raccontano preoccupati – e qui noi non ci entriamo più, è tutto pieno». E infatti un treno è poi rimasto fermo tra Tor di Valle e Magliana: altri ritardi, altri disagi.

13 novembre 2021 | 07:10

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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