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Appalti: arrestati sindaco, vice e assessore nel Nisseno per concussione, corruzione e abuso di ufficio

CALTANISSETTA. Sindaco, vice sindaco, uno dei tre assessori della giunta. E poi funzionari compiacenti, imprenditori, professionisti. Tutti parte di un «sistema corruttivo» che era ormai la regola nel comune di Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta.

Nella notte la Guardia di finanza e i Carabinieri di Caltanissetta hanno chiuso il cerchio dell’inchiesta «Cerbero» che coinvolge 16 persone, tre delle quali finite agli arresti domiciliari: il sindaco Antonino Fiaccato, il vice sindaco Agatino Macaluso, l’assessore alla cultura e al turismo Giuseppe Natale. Nel «sistema» c’era una quarta persona che gli investigatori considerano anello di congiunzione tra politica e imprenditoria, Calogero Rizza, per lui è scattato il divieto di dimora.

Caltanissetta, blitz a Santa Caterina Villarmosa: arrestati sindaco, vice e assessore

Per le 16  persone coinvolte nell’inchiesta, partita nel 2019 da un’altra indagine che svelò le infiltrazioni mafiose nel paese di San Cataldo, le accuse sono a vario titolo di concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e falso ideologico, abuso di ufficio. Alcuni dipendenti sono stati sospesi dal servizio, ad imprenditori è stato notificato il divieto ad esercitare l’attività o hanno ricevuto l’obbligo di soggiorno. Per sindaco, vice, assessore e per Rizza è ipotizzata anche l’associazione per delinquere.

Era proprio il sindaco Fiaccato, dicono gli investigatori, il vertice del «sistema concussivo-corruttivo» che aveva nominato componenti della giunta suoi uomini fidati. Il comune, dove si erano insediati nel 2017, era in mano loro e chi non si adeguava ne pagava le conseguenze: «I dipendenti comunali e i politici che si ponevano in contrasto con le condotte illecite del sindaco – dicono finanzieri e carabinieri – venivano emarginati e costretti alle dimissioni qualora non si fossero piegati al suo volere».

Negli anni, sarebbero stati affidati così lavori pubblici per circa 7 milioni e mezzo di euro, una cifra molto alta per un comune piccolo come Santa Caterina Villarmosa, tramite il sistema dell’«affidamento diretto-fiduciario sotto-soglia», piccoli appalti anche frazionando l’opera da realizzare, da concedere a imprese compiacenti. «Una gestione familistica dell’intero Comune sotto la regia del Fiaccato che, a suo piacimento, quasi si trattasse di un signore di epoca medioevale, distribuiva benefit e prebende agli “amici”, non esitando, al contrario, ad operare con minacce velate ed esplicite nei confronti di quei pubblici funzionari che non si piegassero al suo volere», spiegano gli investigatori secondo cui «la ricompensa» era l’indennità di funzione prevista per il loro incarico e ulteriori favori elargiti con generosità». Gli imprenditori si adeguavano e, anzi, favorivano il sistema, «attratti dalla possibilità di ottenere incarichi e conferimenti di lavori, servizi e forniture dallo stesso Comune in spregio ad ogni regola».  

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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