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Aperto un procedimento penale per Infantino. Lui replica: “Nulla di illecito”

Il procuratore speciale Keller porta la vicenda in tribunale: abuso di cariche pubbliche, violazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e istigazione a commettere atti illeciti sono le ipotesi di reato

I guai giudiziari per Gianni Infantino non sono finiti. Anzi, il caso che coinvolge da tempo il presidente Fifa si arricchisce di un nuovo capitolo: un procedimento penale è stato aperto contro di lui da un procuratore speciale svizzero. La vicenda è collegata a un incontro che Infantino ha avuto con il procuratore generale svizzero Michael Lauber. Il procuratore straordinario che era stato nominato, Stefan Keller, ha concluso che sussistano prove sufficienti per portare il caso in tribunale, rilevando “elementi che dimostrano la presenza di un comportamento riprensibile”, come spiegato in una nota dall’Autorità di vigilanza sul ministero pubblico della Federazione. Keller ha avviato un procedimento penale contro il numero uno della Fifa e il procuratore dell’Alto Vallese Rinaldo Arnold, e ha chiesto l’autorizzazione ad avviare anche una causa contro Lauber. Quest’ultimo ha annunciato le sue dimissioni la scorsa settimana.

Le dimissioni di Lauber

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Secondo Keller le possibili infrazioni includevano abuso di cariche pubbliche, violazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e istigazione a commettere atti illeciti. Lauber ha rassegnato le sue dimissioni solo pochi minuti prima che un tribunale federale confermasse l’accusa di aver mentito su un incontro che aveva avuto con Infantino durante un’indagine sulla corruzione del calcio. Il procedimento disciplinare interno contro Lauber si è concentrato su un incontro avuto con il presidente Fifa nel giugno 2017 in un hotel a Berna.

Infantino replica

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Infantino respinge le accuse, conferma quanto aveva già detto lo scorso 25 giugno, e cioè che “incontrare il Procuratore Generale della Svizzera è perfettamente legittimo ed è perfettamente legale. Non è una violazione di nulla. Al contrario, fa anche parte dei doveri fiduciari del presidente della Fifa”. Poi aggiunge: “Le persone ricordano bene dove era la Fifa come istituzione nel 2015 e in che modo fosse necessario un sostanziale intervento giudiziario per aiutare a ripristinare la credibilità dell’organizzazione. Come presidente della Fifa, è stato il mio obiettivo fin dal primo giorno, e rimane il mio obiettivo, aiutare le autorità a indagare su illeciti passati presso la Fifa. I funzionari della Fifa hanno incontrato i pubblici ministeri di altre giurisdizioni in tutto il mondo proprio per questi scopi. Sono stati condannati grazie alla cooperazione della Fifa, e in particolare negli Stati Uniti d’America, dove la nostra cooperazione ha portato a oltre 40 condanne penali”. Infantino ha infine ribadito il suo “pieno sostegno” al processo giudiziario e la collaborazione con le autorità svizzere. Quando Infantino è stato eletto per la prima volta quattro anni fa, la Fifa è stata coinvolta come parte danneggiata in oltre 20 procedimenti nella sola Svizzera. “C’era una montagna di domande – ha chiuso il presidente Fifa -. Quindi è legittimo offrire il proprio contributo al Procuratore Generale Svizzero riguardo al chiarimento di questi eventi, sperando che coloro che hanno commesso atti criminali e danneggiato la Fifa siano ritenuti responsabili di ciò”. La Fifa, dal canto suo, prende atto della decisione del procuratore generale federale svizzero di aprire un’indagine in merito alle riunioni tra Infantino e Lauber e “rimane a disposizione delle autorità svizzere e, come abbiamo sempre fatto, collaborerà pienamente a questa indagine”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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