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Antonio Micillo lancia l’allarme: “Lo sport ligure rischia il collasso”

Antonio Micillo, presidente del Coni Liguria

Il presidente del Coni Liguria, dopo l’emanazione del nuovo Dpcm, sottolinea i rischi legati alla nuova “stretta” su attività sportiva. Investimenti su protocolli e sicurezza vanificati. palestre scolastiche off limits e piscine e palestre a rischio. E per i lavoratori dello sport nessuna tutela.

Lo sport e la sua gestione sono stati al centro del dibattito per molte ore prima dell’emanazione del nuovo Dpcm. Pare sia stata proprio la parte sullo sport a costringere il Premier a dilazionare nel corso della giornata la sua conferenza stampa. Fino a 30 minuti prima dell’intervento, infatti, non era stato trovato alcun accordo sulle attività sportive e sulle palestre.

Alla fine la decisione. Confermato lo stop alle attività sportive dilettantistiche, vietato anche lo sport di contatto – come il calcetto – a livello amatoriale. Consentita invece l’attività sportiva professionistica. E, per ora, l’apertura di palestre e piscine ma con una settimana di tempo per adeguare i protocolli.

La reazione dal mondo sportivo non si è fatta attendere. Il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, ha invitato a non prendere decisione avventate. Antonio Micillo, numero uno del coni ligure, entra così nel merito delle decisioni prese.

“Seguiamo con grande apprensione l’evolversi della pandemia che penalizza fortemente il settore sportivo. Tutte le Federazioni sportive, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione si sono dati protocolli certi e stringenti per proseguire l’attività sportiva, non solo di vertice ma anche e soprattutto di base”.

Non è una difesa a oltranza, quella di Micillo. Sottolinea come tutta la società sia chiamata a collaborare per arginare rischi e crisi, ma sottolinea anche quali siano i valori che lo sport porta con sé.

“Chi ci governa deve tenere assolutamente conto dei sacrifici fatti dal mondo sportivo e deve riconoscere che le Società sportive svolgono in questo particolare e difficile momento un vero e proprio servizio verso i giovani e le loro famiglie. Un servizio svolto in tutta sicurezza”. 

Uno stop a palestre e piscine sarebbe la mazzata, fa capire Antonio Micillo. Senza dimenticare il problema delle palestre scolastiche negate alle Associazioni sportive che stanno chiudendo in serie.

“Sul tema delle palestre scolastiche il Governo avrebbe dovuto dare linee guida precise, a valenza nazionale. Invece ora sentiamo parlare di una chiusura delle palestre e delle piscine. Senza tenere conto di tutto quello che è stato fatto per metterle in sicurezza. Una decisione del genere porterebbe al collasso ed alla chiusura di tante società, molte delle quali offrono un servizio sociale e di salute alle persone e soprattutto alle fasce più deboli: anziani e giovani, disabili, ragazzi difficili”.

Lo sport ligure, insomma, sta soffrendo e segue con apprensione l’evolversi delle decisioni prese a livello centrale. “Senza dimenticare le migliaia di persone che lavorano nello sport che non hanno tutele e ammortizzatori sociali. Chi pensa a loro?”.

Fonte: ilsecoloxix.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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