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Anno nuovo, nuovi social: così cambiano le piattaforme

I social network stanno attraversando un periodo di crisi che porterà a una metamorfosi necessaria alla loro stessa sopravvivenza.

Le piattaforme più piccole hanno due vantaggi: sono le più resilienti e sono quelle che crescono di più. I giganti, ossia Twitter e i prodotti di Meta (su tutti Facebook e Instagram), si sono confrontati con problemi di diversa natura e origine ma che conducono tutti al ridimensionamento, tra licenziamenti e previsioni finanziarie meno rosee rispetto al passato. Ed è proprio dal passato (recente) che bisogna partire per capire come cambieranno i social nel 2023.

Il passato recente

Gli ultimi mesi hanno raccontato una storia simile a questa. Gli utenti di Facebook crescono ancora di numero ma non così in fretta come negli anni precedenti e i giovani migrano verso altre piattaforme (TikTok e BeReal vanno per la maggiore).

Twitter ha problemi di altra natura, alcuni iniziati prima del passaggio delle redini nelle mani di Elon Musk e altri più freschi.

Tutti copiano tutti: Instagram attinge da BeReal dopo essere stata costretta a non copiare TikTok. YouTube invece si ispira a TikTok lanciando con maggiore enfasi i video brevi che sono più graditi a un pubblico giovane e famelico di contenuti.

Ci sono poi i sempiterni problemi di privacy e disinformazione che, seppure con geometrie variabili, riguardano tutte le reti social.

Così non può andare e, nei prossimi mesi, qualcosa potrebbe cambiare. Proviamo ad anticipare cosa succederà.

Facebook

Il Ceo Mark Zuckerberg ha già introdotto novità, a partire dal feed che verrà rivoluzionato mettendo nuovamente l’utente al centro. La politica è quella adottata da TikTok ed è pensata per sottrarre utenti al social cinese: priorità ai video anche di utenti che non sono nell’elenco degli amici. Questo dovrebbe coincidere con una maggiore visibilità che – sperano a Menlo Park – potrà riavvicinare i giovani e dare nuovo lustro a tutta la piattaforma.

Allo stesso modo, Facebook ha già annunciato che non ci sarà più spazio per gli Instant Articles, meno notizie peraltro non sempre compatibili con i gusti degli utenti. Nel 2023 Facebook farà un passo a ritroso nel tempo, rimettendo la piattaforma in mano agli utenti.

Un parziale ritorno al passato ispirandosi però alle tendenze del momento sospinte dalla concorrenza diretta. Gli allievi insegnano ai maestri, pure non essendo ancora in grado di superarli.

Instagram

Un’altra piattaforma ammiraglia di Meta che servirà da scialuppa di salvataggio. Ha oltre 2 miliardi di utenti attivi e rappresenta una voce imponente tra i ricavi del gruppo. Il Ceo, Adam Mosseri, non ha intenzione di mollare la presa: sarà una piattaforma sempre più votata ai video. Nata per la pubblicazione e la condivisione di fotografie, sta cambiando completamente pelle e lo fa perché altre piattaforme (TikTok, ancora una volta) stanno tracciando la strada.

Twitter

Twitter è un’incognita. Uno dei meriti della piattaforma è la sua duttilità. Nata nel 2006 con lo slogan “What’s happening?” (Cosa sta succedendo?) era destinata alla condivisione di status in tempo reale: ogni utente poteva raccontare cosa stesse facendo, per poi diventare strumento di giornalismo partecipativo, ovvero il giornalismo fatto dalle persone che stavano vivendo eventi in tempo reale. Ovunque nel mondo, Twitter è diventata strumento dal quale attingere notizie e mediante il quale verificarle, fino a diventare motore organizzativo della Primavera araba.

Oggi, Musk vuole dare maggiore visibilità ai contenuti degli utenti paganti i quali, peraltro, avranno accesso a funzioni esclusive. La natura di mezzo di propagazione di notizie per tutti sta diventando un metodo di diffusione di contenuti per qualcuno. Oggetto misterioso, che vuole imitare WeChat permettendo di fare acquisti e muovere denaro: Musk ha già lanciato l’idea di una non meglio precisata “super app”. Se la maggiore visibilità per chi mette mano al portafoglio sarà messa in atto già nel corso del 2023, per introdurre altre novità ci vorrà probabilmente più tempo.

BeReal e TikTok

BeReal è una piattaforma sulla quale – per il momento almeno – non ci sarebbero né finzione né odiatori seriali. Si concentrerà sul mantenere questa “purezza di spirito” che è filosofia fondate dell’app stessa la quale, peraltro, è molto basilare e semplice, andando incontro alle necessità di un pubblico a cui piace un uso spartano e parco dell’idea di rete sociale. Anche BeReal terrà un occhio aperto su TikTok, confrontata con ben altri problemi.

Il 2023 di TikTok sarà orientato alla lotta alle fake news e al deep fake, sempre più ricorrenti. Inoltre, l’origine cinese dell’app, è alquanto invisa alle autorità americane che cominciano a ostacolarla in ogni modo possibile. Tuttavia, nel 2022 TikTok ha sorpassato Google e Facebook per numero di visite e, proprio negli Usa, ha realizzato più click di quanti ne abbia totalizzati YouTube. L’anno in corso sarà quindi incentrato sui metodi da applicare per ridurre la disinformazione in ogni sua forma. Missione non facile che TikTok – per una volta – potrebbe affrontare ispirandosi a Facebook che si sta dando molto da fare in questo senso, anche se con risultati non sempre esaltanti.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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