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Anche la Rai divide Pd e 5 Stelle. È scontro su Salini

In seno al governo scoppia il caso Rai. A sollevare il polverone è stato uno dei temi toccati nell’incontro di venerdì tra l’ad della Rai Fabrizio Salini e il premier Giuseppe Conte. Secondo i resoconti, fra i due c’è stato un “confronto sulla riforma della governance nell’ambito del quale” è stata discussa “l’ipotesi di ampliare la durata del mandato”. Una formula vaga, che però non è piaciuta lo stesso al Pd.

“Come il premier Conte sa bene – ha attaccato il vicecapogruppo dem alla Camera, Michele Bordo – il Pd giudica altamente fallimentare la gestione di Salini, soprattutto in termini di garanzie sul pluralismo”. In difesa dell’Ad Rai è sceso il M5S. “Leggo con stupore le dichiarazioni da parte del Pd sull’ad della Rai Fabrizio Salini, che rappresentano un vero e proprio attacco al suo operato. Posso dire che sta lavorando bene”, ha dichiarato Emilio Carelli, esponente M5S in commissione di Vigilanza Rai.

 Dunque le accuse agli alleati di governo. “Forse a qualcuno non piace l’indipendenza dimostrata da Salini e il suo indubbio tentativo di governare la Rai senza subire troppe pressioni dei partiti”, ha proseguito Carelli. “È certo che a Conte non abbia chiesto alcuna estensione del suo mandato ma abbia espresso la necessità di una riforma della governance della Rai”.

Anche Italia Viva si è fatta sentire, con il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che ha parlato di “episodio gravissimo”, visto che il tema della riforma della governance del servizio pubblico ”è una competenza del Parlamento”. A dividere Pd e 5 Stelle, ora, è scoppiato anche il caso Rai.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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