Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Allenarsi d’estate? L’effetto dello stress termico negli sport di squadra: ecco cosa dice la scienza

Molte discipline di gruppo sono caratterizzate da un periodo preparatorio nei mesi estivi. Uno studio ci spiega rischi e benefici

La Redazione

Dopo l’articolo Quanto incide il caldo sulle performance sportive? torniamo a parlare di attività fisica e caldo con gli esperti del Centro Ricerche Mapei Sport. Molti sport di squadra sono caratterizzati da un periodo preparatorio che si svolge nei mesi estivi, in regioni geografiche dove sono presenti elevati livelli di temperatura, umidità e irradiazione solare.

“La ripetizione di allenamenti condotti in ambienti caldi può agevolare adattamenti fisiologici quali il miglioramento dell’efficienza della sudorazione o la riduzione del carico cardiocircolatorio stimolando alcuni adattamenti potenzialmente utili per gli atleti che praticano sport di squadra. Al contrario, è anche noto che l’esposizione acuta a stress termico può ridurre la capacità di lavoro degli atleti e la qualità degli allenamenti svolti. Inoltre, l’eccessiva ripetizione dell’esposizione a stress termico, può indurre eccessivi sovraccarichi che influenzano negativamente la sensazione di benessere e la performance degli atleti”, spiega Ermanno Rampinini, direttore operativo di Mapei Sport e responsabile dello Human Performance Lab del centro di Olgiate Olona (Varese). 

L’effetto dello stress termico negli sport di squadra: lo studio

—  

L’interessante studio del 2020 Effect of Individual Environmental Heat-Stress Variables on Training and Recovery in Professional Team Sport si è occupato di verificare l’effetto delle variabili che contribuiscono all’innalzamento dello stress termico ambientale (temperatura, umidità e irraggiamento solare) sul carico esterno, sul carico interno e sulla qualità del recupero nel corso delle 48 ore successive alla sessione di allenamento sostenuta da atleti praticanti sport di squadra e caratterizzati da ripetute fasi ad alta intensità. «I colleghi che lo hanno condotto hanno ipotizzato che ciascuna delle variabili che concorre all’innalzamento dello stress termico possa contribuire ad una riduzione del carico esterno e ad un concomitante aumento del carico interno, oltre ad un peggioramento della qualità del recupero nelle ore successive all’allenamento», prosegue Rampinini, che nella sua esperienza con club italiani e internazionali delle massime divisioni può confermare quanto provato da questa ricerca. 

Probabilmente, questo è uno dei motivi per cui l’immersione in acqua fredda utilizzata come strategia per l’ottimizzazione del recupero (sia in apposite vasche riempite con acqua e ghiaccio sia nei ruscelli di montagna) risulta essere molto diffusa e particolarmente apprezzata dai calciatori nel corso della preparazione pre-campionato che si svolge nel periodo estivo.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *