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Allegri: “Non possiamo giocare in 10. Chi entra deve essere determinato”

“Domani ci saranno delle novità, a partire da Chiesa e De Ligt – ha spiegato l’allenatore juventino alla vigilia del match -. Morata ha recuperato, Chiellini ha la febbre”. Sullo sfogo: “Sono lucido, ma non sono di ferro”

Dal nostro inviato Valerio Clari

Dopo il primo tempo di Udine, al debutto stagionale, la Juve aveva virtualmente tre punti. Dopo la quarta giornata, oggi, è ferma a due, a meno dieci dal Napoli, costretta a non guardare la classifica per non spaventarsi. Massimiliano Allegri, chiamato per riportare il club ai fasti recenti, almeno in patria, ammette propri errori ma è pizzicato dalle telecamere in accuse ai giocatori di essere poco pronti per la Juventus. Così, anche la vigilia della trasferta di La Spezia, che in altri tempi sarebbe stata una “tappa di trasferimento” a cui stare attenti in ottica turnover, diventa tesa. Se non vince, la Juve eguaglia record negativi che duravano dal 1956. Allegri lo sa: “Era 60 anni che non partivamo così. In questo momento non ha senso parlare di obiettivi a lunga scadenza: guardando la classifica questo è uno scontro salvezza. Bisogna solo centrare una vittoria e poi le cose si vedranno in modo diverso. Per riuscirci, serve fare qualcosa in più”.

Sfogo e giovani

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Inevitabile ritornare su quella frase “E poi vogliono giocare nella Juve…”. Allegri spiega: “È normale che post partita uno sfogo posso averlo anche io che non sono di ferro. Anche se sono abbastanza lucido e distaccato. Quelli che vanno in panchina devono essere determinati quando entrano, non possiamo giocare le partita in dieci. Esigo rispetto dai titolari per chi è in panchina e viceversa. È senso di responsabilità, domani dobbiamo essere pronti e ci saranno diversi cambi. Come mi dicevano da piccolino conta il campo, è semplice”. E sui giovani, al centro di alcune sue critiche: “Io non martello nessuno, ma non parliamo di squadra giovane, ma di giocatori con più o meno esperienza. I giovani sono quelli di 18 anni, non di 23-24 anni. Poi certo, Locatelli non aveva ancora giocato una partita di Europa League, non è abituato a farlo ogni tre giorni alla Juve, Alex Sandro ha un’esperienza internazionale diversa”.

FORMAZIONE

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Riguardo agli undici che giocheranno con lo Spezia, Allegri annuncia turnover “perché in molti hanno giocato 6-7 gare di fila comprese le nazionali”: Chiellini non sarà fra i convocati perché ieri febbricitante, tutti gli altri sono a disposizione, eccetto Arthur e Kaio Jorge “che torneranno dopo la sosta”. Morata è disponibile, ma è probabile una titolarità di Kean, e poi Allegri annuncia: “Domani giocano De Ligt e Chiesa, ma a livello tattico non cambia nulla. Chiesa? Bisogna continuare a migliorare singolarmente i giocatori, anche Chiellini si mette tutti i giorni in discussione. Chiesa ha qualità straordinarie nel tirare e puntare. Poi ci deve mettere lo smarcamento della palla e la gestione. Se no al 60′ è da buttare via. Deve arrivare a giocare partita da 95 minuti, capendo quando tenere il pallone e quando passarlo. Rabiot non può fare 3 gol in campionato, ma 10-12. E così gli altri”.

Il Milan

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Infine un ritorno sulla gara col Milan e le tensioni raccontate fra Szczesny e Rabiot: “Col Milan abbiamo fatto bene le due fasi, contro una squadra che da un anno e mezzo è fra le prime. Ma dal 45’ al 52’ ho contato otto palle sbagliate in modo gratuito. Sono errori che poi paghi. Sul corner mancava Chiesa sul vertice dell’area piccola e Rabiot doveva stare in mezzo, come è successo negli angoli seguenti. Negli spogliatoi un po’ di tensione c’è sempre e ci sta. In passato è successo anche in allenamento”. A livello personale nessuna ruggine, assicura: “Sono passai due mesi, mi sono già riabituato, in questo momento si cercano i problemi, ma meno se ne parla più si trovano soluzioni”. Le prime devono arrivare subito, non ci sono alternative.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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