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Allarme rosso a Google, richiamati d’urgenza i due fondatori Brin e Page: ChatGPT è una minaccia al monopolio del suo motore di ricerca

Larry Page e Sergey Brin dal 2019 sono lontani dall’azienda dal 2019, ma l’attuale Ceo Sundar Pichai li ha richiamati per alcune riunioni urgenti. All’ordine del giorno, il pericolo che ChatGPT può rappresentare

NEW YORK – Allarme rosso a Google-Alphabet che fa tornare in sede i fondatori, Larry Page e Sergey Brin, dal 2019 poco presenti nell’azienda, ormai affidata alla guida del Ceo Sundar Pichai. È stato proprio lui a richiamarli dalle loro isole caraibiche e dai viaggi nei quattro angoli del mondo per partecipare a una serie di riunioni d’emergenza per rivedere le strategie del gruppo in un periodo di crisi di tutto il settore tecnologico, ma soprattutto in un momento di svolta nello sviluppo dell’intelligenza artificiale che mette in pericolo il principale business di Google: il suo quasi monopolio nei motori di ricerca.

A fare titolo sono i 12mila licenziamenti annunciati oggi, 20 gennaio, pari al 6 per cento della forza lavoro della società. Tagli dolorosi ma in linea con quelli fatti da altri gruppi di big tech: solo due giorni fa Microsoft ha annunciato l’eliminazione di 10 mila posti di lavoro mentre da Amazon andranno via 18 mila dipendenti, soprattutto nella divisione AWS (servizi cloud).

La minaccia vera per Google, secondo le indiscrezioni raccolte dal sito The Information, da Business Insider e, ora, dal New York Times, viene dal generatore di contenuti ChatGPT, il più avanzato prodotto di intelligenza artificiale presentato due mesi fa dalla società di ricerca OpenAI: in poche settimane ha dimostrato una capacità di spiegare in modo semplice concetti complessi e di andare oltre l’analisi dei dati che gli vengono forniti, generando idee. Tecnologi di tutto il mondo stanno già studiando come utilizzare in vari campi queste sorprendenti capacità che hanno fatto diventare ChatGPT l’innovazione più discussa dal forum economico di Davos fino alle scuole americane dove (come riferito dal Corriere nei giorni scorsi) molti liceali hanno cominciato a presentare compiti totalmente redatti dal chatbot sulla base di semplici istruzioni.

Per Google il problema è diverso: il timore dei manager è che ChatGPT, grazie alla facilità con cui comprende le istruzioni ricevute e alla sua capacità di usare il linguaggio naturale, possa insidiare o addirittura soppiantare il search di Google: Il motore di ricerca che oggi controlla quasi il 90 per cento del mercato mondiale e genera, attraverso la pubblicità, il 60 per cento degli introiti del gruppo.

L’allarme di Google è stato probabilmente amplificato dalle indiscrezioni secondo le quali Microsoft starebbe discutendo con OpenAI l’integrazione di ChatGPT in Bing, il suo motore di ricerca che da anni langue con quote di mercato che oscillano fra il 3 e il 4 per cento. Per adesso il pallino ce l’ha OpenAI, una società di ricerca guidata da Sam Altman (ex capo dell’acceleratore tecnologico Y Combinator), fondata nel 2015 da lui, da Elon Musk (poi uscito dal board nel 2019), da Peter Thiel e da Reid Hoffman di LinkedIn. Ma anche Microsoft ha un ruolo importante avendo investito un miliardo di dollari nell’azienda nel 2019.

OpenAI è uno strano animale: nata come impresa filantropica con l’intento di sviluppare un’intelligenza artificiale «dal volto umano», ora è divisa tra una società non profit e un’azienda che fa, invece, business.

È con questa parte che sta probabilmente dialogando il capo di Microsoft Satya Nadella (manager di origine indiana come Pichai) che in questi giorni, da Davos, continua a parlare con entusiasmo di ChatGPT. Nadella ha sostanzialmente confermato le indiscrezioni dicendo prima che il chatbot di OpenAi verrà usato in Azure, il sistema cloud di Microsoft, e aggiungendo poi che il gruppo di Seattle intende studiare l’integrazione di ChatGPT in tutti i suoi prodotti. Oggi ha addirittura presentato questo generatore di contenuti come un prodotto miracoloso che può modernizzare l’agricoltura del subcontinente indiano raggiungendo i contadini fin nelle località più remote dove si coltiva ancora la terra con metodi arcaici.

20 gennaio 2023 ( modifica il 20 gennaio 2023 | 18:16)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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