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Allarme Inter: Dzeko e Lautaro in riserva. E in Champions l’attacco si inceppa

Nerazzurri ancora a secco di gol in Europa, coi recuperi di Correa e Sanchez arrivano i rinforzi: basteranno?

Dopo lo 0-0 contro lo Shakhtar, l’attacco dell’Inter preoccupa. La frenata di Kiev contro lo Shakhtar, anch’essa viziata da un legno come nella precedente occasione (ieri fu Lautaro, oggi Barella), ha messo a nudo la stanchezza e la mancanza di brillantezza di pedine fondamentali che, forse, stanno pagando la maratona senza sosta dell’ultimo mese e mezzo. Lautaro e Dzeko in primis.

MALEDIZIONE DEL GOL

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Il confronto dei numeri fa un certo effetto: 20 reti in sei giornate di campionato contro il digiuno totale nelle prime due giornate di Champions. Calcolando anche la precedente edizione, il digiuno totale sale a tre partite consecutive. Numero impietoso che, a fronte dello strapotere esibito in patria, farebbero quasi pensare a una maledizione del gol in Europa. Ma quanto visto a Kiev può senz’altro suggerire spiegazioni più plausibili. Per esempio, l’evidente affanno della coppia d’attacco che finora ha trascinato la truppa, Dzeko e Lautaro, protagonisti di quasi il 50% delle reti totali realizzate in campionato (rispettivamente cinque e quattro.

RISERVA ACCESA

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Le occasioni ai due non sono mancate nemmeno contro lo Shakhtar, al contrario. La clamorosa occasione sprecata dal bosniaco nel primo tempo grida ancora vendetta, così come qualche decisione affrettata del Toro. Ma a Kiev è probabilmente venuta meno la lucidità, oltre che la capacità di stare sul pezzo anche di fronte a un avversario che è andato crescendo con il passare dei minuti. Proprio mentre la benzina dei due là davanti, invece, andava esaurendosi sotto il carico dei costanti impegni affrontati nell’ultimo mese e mezzo. Tanto Lautaro quanto Dzeko hanno infatti sempre risposto presente senza fermarsi un attimo da inizio stagione. L’argentino ha saltato solo il debutto in campionato per squalifica, il bosniaco invece non si è mai risparmiato. Un leggero calo, in questo momento, sarebbe comprensibile. Il problema è che, nel frattempo, le alternative scarseggiano: Sanchez sta dimostrando di essere ancora indietro a causa del lungo infortunio che ne ha frenato la preparazione, Correa invece ha lanciato qualche segnale sfiorando il gol nel finale, ma anche lui è appena rientrato dopo il k.o. subito con il Bologna che lo ha costretto ai box per una settimana abbondante. A testimoniare la serata poco ispirata del reparto offensivo c’è il dato relativo alle conclusioni contro lo Shakhtar: appena cinque, di cui solo due nello specchio della porta, suddivise tra tutti e quattro gli attaccanti entrati in campo nell’arco della serata.

SERATA NO

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Quello della scarsa brillantezza è un problema che a Kiev ha riguardato l’intera truppa. L’analisi dell’intera fase offensiva mette infatti a nudo tutte le difficoltà di una squadra che, salvo il rapido ribaltamento del primo tempo chiuso dalla traversa di Barella e il tentativo di Correa nel finale, ha faticato a costruire occasioni da rete su azione manovrata. Contro lo Shakhtar, infatti, nessun passaggio filtrante, solo due dribbling riusciti (contro i 15 degli avversari) e appena una sponda (ben dieci per gli ucraini). I nerazzurri hanno tenuto testa ai padroni di casa solo nel numero dei tentativi da dentro l’area (cinque contro sei). Nonostante tutto, i nerazzurri sono riusciti a confezionare le migliori occasioni da gol (quattro almeno nitide), segnale incoraggiante anche in tempi in cui le energie scarseggiano.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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