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Al Salone Nautico barche a vela e yacht a motore: i gioielli del mare insieme per la ripartenza

È dall’alto della terrazza del grande padiglione centrale che il Salone Nautico di Genova regala un colpo d’occhio da brividi: eccole lì, a centinaia, schierate di poppa, piccole o enormi, a vela o a motore. Una distesa di barche intorno e dentro cui sciamano le migliaia di appassionati che – con tutte le precauzioni anti-Covid del caso – non sono voluti mancare al sessantesimo compleanno del più grande Salone nautico del Mediterraneo. E Genova li ha assai ben ripagati, presentando molte novità sfornate dai vari segmenti della filiera: barche, motori, componentistica.
La domanda, stando alle prime indicazioni, sta incontrando l’offerta. E poiché i saloni espositivi sono occasioni di business, il bilancio volge al sereno. Nonostante sereno non sia il tempo. Ieri davvero burrasca. Ma la sfida era ripartire.

Per dirla con Leonardo Ferragamo, figlio del fondatore dell’omonima azienda e presidente dei cantieri finlandesi Nautor’s Swan, «Genova quest’anno rappresenta una ripartenza all’insegna della sicurezza dopo l’incertezza degli ultimi mesi. Ripartenza come sempre guidata dall’eccellenza e dalla qualità che dall’Italia sappiamo presentare e produrre. Moda e vela, due mondi apparentemente distanti ma uniti nella mia vita da una passione molto forte che rende possibile trasferire e condividere esperienze da un settore all’altro, intrecciando elementi comuni quali stile, efficienza, eleganza, innovazione e creatività».
Aggiunge Ferragamo: «La cultura dell’azienda di famiglia mi ha spinto a trasferire al mondo Swan i valori tipici di un brand capace di evolversi ed innovarsi sempre con coerenza, pur rimanendo legato a una forte tradizione ma guardando sempre avanti, grazie anche all’apporto dei nostri armatori, velisti tanto appassionati quanto esperti».

Il magico mondo della vela, che nelle acque della fiera ha gioielli lucidi, filanti, tecnologici. Si aggira per i viali Giovanni Soldini, l’uomo che a vela ha navigato ogni mare. In attesa di ripartire, è il testimonial naturale di questo segmento della nautica, contrapposto a quello dei motori. Due mondi che si sfiorano, si confrontano, non si amano. Ma a Genova è tutta una grande famiglia. Anche perché, dopo anni di diatribe, il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi ha ricompattato sotto un’unica insegna la quasi totalità della filiera. E si gode lo schieramento di questa nuova stagione di unità, passando di banchina in banchina.
Tra le novità più ammirate, il nuovo Grand Soleil 44 Performance, ultimo veliero del Cantiere del Pardo, una delle aziende italiane più affermate nel mondo. Pochi passi ed ecco il Mylius 80’ Ds, un blue water cruiser di 24 metri.

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Sogni costosi, questi, ma che trainano il settore su mercati difficili, ad altissima concorrenza. Olandesi, tedeschi, francesi, americani insidiano ogni nostro cantiere, ogni piccola impresa artigianale che produce accessori dei quali i più ignorano l’esistenza. È anche grazie a loro che la nautica italiana fattura cinque miliardi di euro, contribuisce al Pil per il 2,5 per cento e occupa oltre 23 mila persone. E bisogna riflettere sul fatto che il 63 per cento del fatturato arriva dalla produzione destinata ai mercati esteri, il 20 per cento da quella destinata al mercato interno, mentre l’import fattura appena il 16 per cento. Il grosso del fatturato – il 65 per cento circa – lo fa la cantieristica, il 27 per cento gli accessori e l’8 per cento i motori. Ed è ovvio che a fare la parte del leone anche qui a Genova siano i superyacht.
Eccoli, allora, i protagonisti delle grandi taglie, novità assolute che solcheranno i mari con armatori dal portafoglio pesante in gran parte stranieri: il Sanlorenzo di 34 metri SX112; il Magellano 25 metri di Azimut Yacht; il BGX60, un 19 metri del cantiere Bluegame, l’ultimo nato di casa Rizzardi il 16 metri INfive.

3 ottobre 2020 (modifica il 3 ottobre 2020 | 14:42)

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Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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