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Al ristorante senza più limiti al tavolo, salta il green passa per le feste di nozze

I punti chiave

2′ di lettura

Green pass per partecipare ai ricevimenti dopo i matrimoni. E numero chiuso per gli invitati. Numero chiuso nelle spiagge. Sono queste alcune delle integrazioni chieste dal Cts alle linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali adottate dalla conferenza delle Regioni. Modifiche contestate però dalle regioni, che chiedono soprattutto una deroga al requisito del green pass. Si lavora a un compromesso che dovrebbe portare nelle prossime ore a un testo condiviso, da recepire in un’ordinanza del ministero della Salute. Tanto più che da lunedì 31 maggio le feste di nozze (insieme a fiere, congressi e parchi a tema) ripartono nelle tre regioni promosse in bianco: Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise.

Al ristorante niente mascherina al tavolo

Nei ristoranti (che dal 1° giugno offriranno in tutta Italia servizio ai tavoli anche al chiuso – un giorno prima, dal 31 maggio, nelle tre regioni in zona bianca) la mascherina va indossata solo quando non si è seduti al tavolo. Per il resto va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra i clienti di tavoli diversi. E sono invariate le regole sui menù che devono essere consultabili attraverso soluzioni digitali oppure su carta plastificabile. Dal decreto del 18 maggio scompare però il riferimento alle regole previste dal Dpcm del 2 marzo. E perciò salta il limite dei 4 commensali non conviventi che possono sedere allo stesso tavolo.

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Per le feste di nozze nodo green pass

Le linee guida regionali di fatto si basano sul mero distanziamento. E non prevedono il green pass, malgrado l’espresso obbligo previsto dal decreto riaperture del 18 maggio. Dunque salterebbe la necessità per gli invitati di esibire certificato vaccinale, certificato di guarigione o tampone negativo. E salterebbe anche il numero chiuso per i partecipanti con addio perciò alla figura del covid manager. Ma non la pensa così il Cts che ha chiesto espressamente alle regioni di fissare un limite al numero degli invitati. E di introdurre un obbligo di green pass per i partecipanti. Tutti d’accordo invece sul fatto che vada indossata la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro).

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Spazi da riorganizzare nelle spiagge

Sia negli stabilimenti balneari che nelle spiagge libere le regioni non prevedono il numero chiuso. Chiesto invece dal Cts. Condivisa la necessità di riorganizzare gli spazi per garantire l’accesso allo stabilimento in modo ordinato, per evitare assembramenti. Va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli ospiti. E va favorito l’ampliamento delle zone d’ombra per prevenire gli assembramenti, soprattutto durante le ore più calde. Vanno adeguatamente distanziati gli ombrelloni (in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone). E tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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