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Airbnb scalda i motori per l’Ipo: valutazione verso i 30 miliardi di dollari

La società degli affitti brevi Airbnb accelera i tempi dell’ingresso in Borsa e punta a un’Ipo da 3 miliardi di dollari, decisa a sfruttare le condizioni propizie create da un inaspettato rilancio del suo business dopo la crisi Covid-19 che ha fermato l’industria dei viaggi e dell’accoglienza. Lo svelano fonti confidenziali alla testata Cnbc.com.

Airbnb ha annunciato a fine agosto di aver presentato in via confidenziale i documenti di registrazione per l’offerta pubblica iniziale al regolatore di Borsa americano Sec. La piattaforma è stata valutata 18 miliardi di dollari dopo l’ultimo “finanziamento di emergenza” di aprile che ha messo nelle casse della società in affanno ben 2 miliardi di dollari. La valutazione è quasi la metà di quella raggiunta nel 2017.

Ma il 2020 è stato un anno positivo per le Ipo negli Stati Uniti e quella di Airbnb si appresta ad essere una delle più grandi, oltre che una delle più attese: secondo le fonti di Cnbc.com potrebbe far schizzare la valutazione dell’azienda a 30 miliardi di dollari. Le più recenti analisi indipendenti sul valore di Airbnb si fermano invece a circa 21 miliardi.

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coronavirus ha pesato notevolmente sulla perdita di valore di Airbnb. Solo negli Stati Uniti l’industria dei viaggi ha perso 330 miliardi di dollari di entrate dall’inizio di marzo, secondo un rapporto del 13 agosto della Us Travel Association.

Lo scorso maggio Airbnb, dopo aver contratto debiti per 2 miliardi con gli investitori, ha licenziato quasi 1.900 dipendenti, ovvero circa il 25% della forza lavoro, e ridotto drasticamente la spesa in marketing.

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Tuttavia, l’azienda è riuscita in qualche modo a generare un effetto rimbalzo, grazie alla corsa verso le zone rurali dei residenti delle città che avevano la possibilità di allontanarsi dai centri urbani dove l’emergenza Covid-19 si è fatta sentire più drammaticamente. Airbn ha dichiarato a luglio che i clienti avevano prenotato più di un milione di notti in un solo giorno per la prima volta dal 3 marzo, anche perché i viaggiatori statunitensi hanno preferito quest’estate le case vacanze locali.

La spinta sull’Ipo e la potenziale valutazione da 30 miliardi sottolineano come la società sia in netta ripresa rispetto a inizio anno: l’intenzione è di capitalizzare.

Un 2020 positivo per le Ipo negli Usa

La decisione di Airbnb di diventare pubblica arriva in un momento in cui i mercati dei capitali statunitensi marciano con un trend positivo. L’Ipo più grande finora è stata quella di Warner Music group, che ha raccolto 1,93 miliardi di dollari a giugno e portato la sua valutazione a 13,8 miliardi.

Nel settore tecnologico, si sono quotati, tra gli altri, il venditore di auto usate online Vroom e la piattaforma di business intelligence ZoomInfo Technologies, che dopo l’Ipo hanno visto le loro azioni guadagnare valore. Nei primi otto mesi del 2020, le offerte pubbliche iniziali delle tech companies negli Stati Uniti hanno raccolto 9,2 miliardi di dollari, secondo un’analisi di Bloomberg.

“Airbnb probabilmente ritiene che il valore perso nel corso del 2020 potrebbe essere recuperato come una società per azioni e ciò si rifletterà nel rialzo del prezzo delle azioni”, ha richiarato su Reuters Andrea Walne, partner di Manhattan Venture Partners, investitore di Airbnb.

Pensiamo che gli investitori siano disposti a guardare oltre l’emergenza sanitaria e a valutare le società sulla base di scenari post-Covid. È un mercato Ipo costruttivo “, secondo Kathleen Smith, direttrice di Renaissance Capital.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: corrierecomunicazioni.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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