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Agnelli: “Juve avanti con Allegri. La mia posizione? Sono sereno. E la Superlega esiste già…”

Così il numero uno del club bianconero: “Ceferin ha pensato a una questione personale ma non lo è. Per una battaglia giuridica così servono le spalle larghe, i club invece si sono spaventati. La mia presidenza? Se ne parla ogni anno, non ci faccio più caso. Del Piero? Sempre benvenuto, ma è felice a Los Angeles. E su Dybala…”

“Presidenza Juve? Non passa anno che non si parli del mio futuro alla Juve, questi rumors li hanno ascoltati in tanti: da Blatter e Platini, oggi abbiamo Ceferin e Casini. L’unico che c’è sempre è Tebas, forse è lui che li mette in giro – ha detto il presidente della Juventus Andrea Agnelli alla giornata di sport “Il Foglio a San Siro” -. Io sono molto sereno, non faccio caso a questi rumors, so quello che stiamo facendo e che mi sto divertendo. Un bilancio dopo 12 anni di presidenza? Non mi piace fare bilanci sportivi. Se uno fa sport è sempre concentrato sulla prossima gara”.

Fra Allegri e rimpianti. E un sogno…

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“Il progetto Allegri è molto valido, con Lapo scherziamo spesso. Max ha riportato solidità, con lui abbiamo un progetto di lungo periodo. Sappiamo con tutto lo staff cosa vogliamo ottenere, sappiamo che sarebbe stato difficile quest’anno ma avere qualche rimpianto per non poter vincere lo scudetto è di buon auspicio per il futuro”. E a proposito di rimpianti: “Ogni stagione porta qualche rimpianto, per chi non vince; quest’anno abbiamo avuto tanti momenti negativi ma certo quella partita con l’Inter oggi ci avrebbe messo a pari punti con loro mentre i giudizi sono stati decisamente diversi”. Sullo scudetto: “Lo scudetto tra Inter e Milan? Spero in un suicidio collettivo e noi vinciamo 4 partite di fila. In 4 partite può succedere di tutto”.

Superlega e Ceferin

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“Il progetto Superlega ha avuto la condivisione da parte di 12 club che hanno siglato un accordo da 160 pagine, che come primo punto aveva quello di dialogare con la Uefa e la Fifa. Con Ceferin i dialoghi sono interrotti, ciò non toglie che quello che è stato il rapporto che abbiamo avuto e l’affinità su certi temi rimanga. Ha interpretato questo come attacco personale ma non lo è. Il tempo sarà galantuomo”, è stato l’intervento di Agnelli sul tema Superlega. “Fa riflettere che di fronte alla veemente reazione da parte delle istituzioni internazionali, i club si sono spaventati e per paura hanno indietreggiato: per una battaglia giuridica di questo calibro bisogna anche avere le spalle larghe. Quella dell’Uefa non è una governance moderna ed è il punto saliente sul ricorso alla Corte di Giustizia dell’Ue, va a toccare il principio fondamentale della libera concorrenza in libero mercato”. E per Agnelli una Superlega “esiste già”: “Una Premier a 4,2 miliardi significa che attirerà tutto il talento. Ora rischiamo di avere due finali di Champions con sole squadre inglesi e una di Europa League con una inglese che sfida una scozzese”.

Da Dybala a Del Piero

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“Dybala? E’ un grande giocatore, ma certe decisioni sono figlie del momento. A dicembre avrei detto che era impossibile avere Vlahovic a gennaio, le risorse sono limitate e bisogna scegliere dove investire. Abbiamo un aspetto anche di ringiovanimento, avendo investito su Dusan, De Ligt, Chiesa, Locatelli. Le parole di Maurizio Arrivabene non posso che riconfermarle e fare una offerta a Paulo non consona al suo livello non sarebbe stato corretto”. Altre operazioni: “Italiani? E’ importante avere uno zoccolo duro della propria nazione, ci abbiamo sempre creduto e la volontà è proseguire in quel solco purché siano di qualità. Bonucci e Chiellini? Ora devono essere concentrati sul chiudere bene la stagione, subito dopo faremo tutte le riflessioni del caso con Giorgio. Lui un posto in società ce l’ha già, deve solo decidere quando. Leo invece resta con noi”, ha detto. Anche “Del Piero è sempre benvenuto alla Juve, ora è felice a Los Angeles. Entrare in società vuol dire cambiare proprio il suo stile di vita”.

L’inchiesta plusvalenze

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Un commento anche sull’inchiesta plusvalenze: “È stato un anno complicato, ma come abbiamo rispetto per tutti gli organi inquirenti pretendiamo altrettanto. Siamo fiduciosi che l’operato della società sia stato corretto”. E ha aggiunto: “Torniamo semmai a come certe notizie vengono commentate in certi momenti e come lo sono in altri”.

Marotta, l’Inter e San Siro

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“Se è mancato Marotta? È una persona che manca perché gli voglio bene. In quel momento sono state prese determinate scelte, fatte riflessioni che inizialmente lo attiravano, poi meno. All’Inter sta facendo molto bene, con Steven Zhang ho un ottimo rapporto e c’è un mio ex compagno di Università. Quindi posso dire di voler abbastanza bene all’Inter il che è particolare”. Sullo stadio di San Siro: “Ha fatto il suo tempo. È stato sacrificato il Wembley in nome del nuovo Wembley. L’Italia avrà sempre bisogno di uno stadio da oltre 60 mila spettatori. È da valutare se a Milano o Roma – continua Agnelli – ma uno stadio come questo è antifunzionale per qualsiasi attività. Sarei per uno stadio destinato solo alla Nazionale, molto identitario”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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