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Agguato a Tor Bella Monaca contro 4 giovani, il fratello del boss condannato a 18 anni

Pietro Longo, ragazzo di 28 anni e fratello di David Longo, vicino al clan Cordaro, già arrestato dalla Squadra Mobile nel luglio del 2016 nell’ambito della Operazione R9 e per il tentato omicidio di Giovanni Montereale, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi, nel processo che si è celebrato con rito abbreviato. 

Pietro Longo era stato arrestato nel novembre di un anno fa dalla Squadra Mobile nell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma sull’agguato contro quattro ragazzi avvenuto in strada nel quartiere di Tor Bella Monaca. La procura per Longo, accusato di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di armi con l’aggravante del metodo mafioso, aveva chiesto una condanna a 14 anni.

L’agguato a Tor Bella Monaca

I fatti erano avvenuti la sera del 23 ottobre scorso quando, su viale di Tor Bella Monaca, una vettura di grossa cilindrata con a bordo due uomini bloccò a bordo strada una brusca manovra una Mercedes, a bordo della quale c’erano quattro giovani tra i quali una minore di 14 anni. 

Longo, secondo l’accusa, scese dall’auto e, insieme ad un complice rimasto ignoto, sparò diversi colpi di pistola verso gli occupanti della Mercedes, che riuscirono a sfuggire all’agguato e a rimanere miracolosamente illesi. I quattro, mentre fuggivano in auto, vennero inseguiti a piedi dagli aggressori che continuarono a sparare, colpendo il parabrezza e il poggiatesta del sedile anteriore lato passeggero.

L’arresto di Pietro Longo

Le vittime, secondo la ricostruzione di San Vitale, erano state rincorse da Longo e dal complice con “l’intento di ucciderli”. A meno di un mese dall’agguato, dalle indagini della Squadra Mobile si risalì a Pietro Longo appartenente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla famiglia Longo, nota per essere a capo di una delle più importanti piazze di spaccio di via dell’Archeologia, il cui promotore David Longo, fratello maggiore di Pietro, era stato arrestato pochi mesi prima. Secondo la polizia, l’agguato era diretto ”ad affrancare il proprio potere in una zona contraddistinta da alta densità criminale”.

I fratelli Longo nell’aprile del 2021 erano finiti nei guai per aver messo in piedi un giro di spaccio da 600.000 euro al mese, smantellato dai carabinieri. Una operazione portata a termine anche con l’aiuto di due pentiti che avevano rotto un velo di omertà. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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