Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Aereo caduto a San Donato, le ultime parole del pilota Petrescu: «Piccola deviazione, chiedo rientro a Linate»

Sala radar di Linate. Domenica dopo pranzo. Gli uomini ai monitor si accorgono che — pochi minuti dopo la partenza dallo scalo privato del Forlanini — il Pilatus (poi precipitato causando 8 morti) sta virando verso destra «in modo anomalo» invece di procedere verso Sud. In questo momento arriva la comunicazione dal pilota, il magnate miliardario Dan Petrescu. Una frase del tipo: «Little deviation (piccola deviazione, ndr)», ma senza il motivo o allarmi specifici. Poco dopo, secondo la ricostruzione dell’Ansa, Petrescu chiede un «vettore», ossia uno spazio per rientrare verso l’aeroporto. Dopo meno di un minuto la traccia sparisce dal radar perché l’aereo ha iniziato a scendere in picchiata. Sarà una strage.

Il decollo e la rotta

A quanto si è saputo da fonti qualificate, spiega l’Ansa, circa tre minuti dopo il decollo da Linate (ore 13.04 di domenica), l’aereo avrebbe dovuto raggiungere una quota standard (così da indicazioni della rotta di partenza) di 5mila piedi, quando era a un’altezza di circa 3.500-4.000 piedi. Ma ha continuato in modo anomalo a virare verso destra (come emerso dai tracciati del Centro di controllo radar del Forlanini, che si occupa del traffico nei cieli del Nord-Ovest Italia). Quando decollano da Linate gli aerei procedono tutti verso Nord e poi, se devono dirigersi a Sud (il Pilatus era in volo per Olbia), virano inizialmente a destra per un tratto e poi vanno verso Sud in direzione Piacenza. In questo caso, invece, l’aereo ha continuato a girare verso destra.


La sala radar di Linate

La sala radar, accortasi dell’anomalia, ha contattato immediatamente il Pilatus. Petrescu ha risposto che stava effettuando una «deviazione» (a «little deviation») e successivamente ha chiesto quello che in gergo tecnico si chiama un «vettore», ossia spazio e coordinate per rientrare all’aeroporto. «Vettore» che dalla sala radar è stato subito indicato. Il pilota, però, non ha riferito quale fosse il problema e dunque dall’aereo non è arrivata una segnalazione specifica di allarme. Le comunicazioni si sono interrotte in quel momento, ma nella sala controllo si è capito subito che Petrescu aveva chiesto il rientro per un’emergenza (maltempo o avaria al motore). La dimostrazione è immediata: dalla stessa sala è partito subito l’ordine di «blocco momentaneo» del traffico su Linate. Meno di un minuto dopo le ultime comunicazioni (tra i 30 e i 60 secondi), il volo è infine sparito dalla traccia radar. Come accade quando un aereo inizia improvvisamente a precipitare.

L’inchiesta

Si è lavorato tutta la notte, alla luce delle lampade fotoelettriche, sul luogo dello schianto dell’aereo da turismo che dopo il decollo da Linate è precipitato su una palazzina in ristrutturazione in via Marignano, a Milano, al confine con San Donato Milanese. Gli ultimi vigili del fuoco sono tornati in sede alle 7, mentre sul posto rimane la Polizia Scientifica per i rilievi e la Polizia Locale per impedire l’accesso alle aree coinvolte dall’incidente. Secondo quanto riferito dalla Polizia Locale oltre a presidiare l’area dello schianto e dell’incendio, e a gestire la chiusura di un ampio tratto di via Marignano, al momento è vietato l’accesso a un parcheggio d’interscambio dell’Atm (la società dei trasporti milanese) e a parte del grande spiazzo dove si trovano le banchine dei mezzi di superficie, abitualmente affollate di viaggiatori, che sono state spostate. La palazzina su cui è precipitato il velivolo, infatti, si trova molto vicino al cosiddetto «parcheggio dei bus» antistante al capolinea del metrò San Donato.

AEREO CADUTO A SAN DONATO: NOTIZIE E APPROFONDIMENTI

La scatola nera

I pm di Milano Paolo Filippini e Mauro Clerici, che coordinano con l’aggiunto Tiziana Siciliano le indagini sull’incidente aereo, sono tornati sul luogo della tragedia. In Procura si è tenuto un vertice tra inquirenti e investigatori. Tra i prossimi passi dell’inchiesta per disastro colposo ci sarà l’acquisizione delle registrazioni delle comunicazioni tra il velivolo e la sala radar di Linate e le analisi tecniche sulla scatola nera. All’inchiesta aperta dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo parteciperanno anche investigatori di Romania, Svizzera e Canada, i Paesi di immatricolazione dell’aereo caduto, di costruzione del velivolo e di costruzione del motore. Lo rende noto la stessa Ansv sottolineando che «la partecipazione degli esperti è prevista dalla normativa internazionale ed europea in materia di inchieste aeronautiche».

I documenti e la manutenzione

Sono in corso acquisizioni di carte e file anche audio su disposizione della Procura di Milano per far luce sull’incidente. I pm hanno individuato un lungo elenco di documenti da raccogliere: dai registri di volo al piano di manutenzione annuale dell’aereo costruito in Svizzera e con motore canadese fino alle registrazioni delle comunicazioni con la sala radar.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta cliccare qui.

4 ottobre 2021 | 12:55

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *